Dolomiti Ampezzane Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/category/escursioni-dolomiti/escursioni-dolomiti-ampezzane/ Prepara la tua escursione con noi Wed, 22 Jul 2026 14:47:43 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.10 https://www.vacanzedolomiti.com/wp-content/uploads/2017/05/cropped-vacanze_dolomiti_logo_300-3-32x32.jpg Dolomiti Ampezzane Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/category/escursioni-dolomiti/escursioni-dolomiti-ampezzane/ 32 32 Da San Vito al Rifugio Palmieri https://www.vacanzedolomiti.com/2026/06/19/da-san-vito-al-rifugio-palmieri/ Fri, 19 Jun 2026 11:01:21 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=4065 Da San Vito al Rifugio Palmieri: rara, se non unica, recensione – con traccia gps – dell’affascinante percorso lungo il sentiero 457 dal ponte di Geralba, a Chiappuzza di San Vito di Cadore, al Rifugio Palmieri e lago Fedéra sotto la Croda da Lago. 4 ore e mezza da solo, Leggi tutto…

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Da San Vito al Rifugio Palmieri: rara, se non unica, recensione – con traccia gps – dell’affascinante percorso lungo il sentiero 457 dal ponte di Geralba, a Chiappuzza di San Vito di Cadore, al Rifugio Palmieri e lago Fedéra sotto la Croda da Lago.

4 ore e mezza da solo, nel bosco. Uno scoiattolo. Una marmotta. Bosco di faggi e abeti, poi abeti e larici. Acque fresche e allegre per riempire la borraccia. Nessuno intorno. Ad un certo punto, una radura, un guado e i versanti nord delle Rocchette come non li avevo mai visti. Infine, un ampio pascolo in quota, un largo panorama ed il bosco fatato del Monte de Fedéra.

Per il Rifugio Palmieri passa anche l’itinerario che ho descritto nell’escursione Giro della Croda da Lago per Val de Formìn, Forcella Formìn, Forcella Ambrizzola e Rifugio Palmieri.

Da San Vito al Rifugio Palmieri
Croda da Lago emerge dal bosco di larici.

Nella mia ricerca di percorsi poco frequentati ora posso senz’altro aggiungere il sentiero 457. Infatti, non solo non ho trovato nessuno lungo il percorso (metà giugno), ma nemmeno ho trovato altre recensioni di questo itinerario. Non perderti la traccia Gps che trovi nella scheda tecnica, con 40 punti notevoli ed altre 13 foto.

Da San Vito al Rifugio Palmieri: inizio dell’itinerario

Raggiungi in auto la frazione di Chiappuzza a San Vito di Cadore, oltrepassa l’abitato lungo il Boite fino al grande parcheggio sterrato (gratuito) nei pressi del Ponte di Geralba (trovi il punto esatto nella mappa nella scheda tecnica). Attraversa il ponte e continua sulla strada forestale che ho descritto nell’escursione “Dal Ponte di Geralba al Lago di Pianozes: a piedi da San Vito di Cadore a Cortina d’Ampezzo“. Poco dopo invece prendi a sinistra il bivio per sentiero 459 e sentiero 457 verso il Rifugio Palmieri.

Da San Vito al Rifugio Palmieri
Pian de i Mosìte

Al bivio, in corrispondenza di un ponte in legno, a sinistra andresti verso il Taulà de la Frates, quindi sul versante sud delle Rocchette. Svolta invece a destra e prosegui oltre il ponte sul sentiero 457. Così aggirerai la propaggine est delle Rocchette e ti porterai sul loro versante nord.

Fino a quota 1.300 circa percorri una strada forestale che sale con decise pendenze nel bosco, in direzione ovest. Alle tue spalle la Croda Marcora. Ad un certo punto dalla strada si dirama il sentiero, ed il bivio non è ben segnalato. Trovi il punto indicato nella traccia Gps nella scheda tecnica.

Arrivato quasi a quota 1.600 si attenua la pendenza ed inizia un trasferimento in quota nel bosco; con breve tratto sotto le rocce attraversi una brevissima cengietta sotto il Becolongo. Questa parte nel bosco è molto gradevole e meno faticosa della prima parte; arrivi fino a quota 1.650, poi scendi fino a quota 1.580 all’incrocio con il sentiero 427 che sale da Socol.

Da San Vito al Rifugio Palmieri
Rocchette Cianpolòngo (a sinistra) e Sorarù

Da qui nuovo cambio di direzione e riprendi a salire in direzione ovest sul fondo di un vallone, in un rado bosco, che non sembra molto frequentato: in tre punti diversi ho trovato tre tronchi caduti sul sentiero. Li superi agevolmente ma è un segnale della poca manutenzione dovuta – credo – alla scarsa frequentazione.

La caratteristica affascinante di questo sentiero è l’avvicinamento al versante nord delle Rocchette di Cianpolòngo e di Sorarù che da questo parte mi ricordano le forme delle Dolomiti di Brenta, con strati inclinati e torrioni. Il panorama si arricchisce quindi quando esci dal bosco a quota 1.818 in località Pian de i Mosìte. Vicino un allegro ruscelletto dove cui riempire le borracce.

Da San Vito al Rifugio Palmieri
Curiosa l’analogia nella direzione degli stradi dell’Antelao (al centro) e della Zigar de ra Rochéta (a destra).

Da San Vito al Rifugio Palmieri: il punto più panoramico

Dopo breve canalino percorso in direzione nord, con una nuova fresca sorgente, sbuchi su un pianoro erboso a quota 2.040.

Ampio panorama sui versanti nord delle Rocchette Cianpolòngo, Sorarù e Ruoibes, sul Cristallo, Croda Rossa, Sorapìs e Antelao.

L’estesa radura erbosa si prolunga fino a forcella Sòn Forcia: cammini quindi su erba per largo tratto.

Da San Vito al Rifugio Palmieri

Dopo la forcella, il sentiero si immerge nel bosco di larici di Monte de Fedéra e con diversi saliscendi, anche infilandosi in larghe trincee rocciose, attraversando un paio di radure arrivi finalmente in vista della Croda da Lago che spunta sopra i larici.

Monte Cristallo (a sinistra) e Sorapìss (a destra)

L’itinerario è stato lungo e impegnativo. Per abbreviare il ritorno ci sono due possibilità: verso il Ponte de Rucurto oppure per malga Fedéra e giù fino alla frazione di Campo, Cortina d’Ampezzo.

Scelgo quest’ultima: perlopiù strada asfaltata, ma con diversi tratti sentiero nel bosco. Sono ben segnati per chi sale, mentre in discesa non li vedo proprio. Da notare, nella discesa, diramazioni per le Gòres de Federa e, a quota 1300 m, un’ottima sorgente chiamata “acqua benedetta”. L’itinerario termina infine al lago di Pianozes. Dal lago di Pianozes puoi ritornare al punto di partenza percorrendo a ritroso l’itinerario Dal Ponte di Geralba al Lago di Pianozes: a piedi da San Vito di Cadore a Cortina d’Ampezzo. Questa volta però non ho tempo né energie: scendo alla frazione di Campo, dove mi raggiunge un’auto che mi riporterà al parcheggio di Geralba.

Un controluce sul Becco di Mezzodì

Scheda tecnica dell’escursione

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Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

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Panorama dalla Tofana de Rozes https://www.vacanzedolomiti.com/2022/08/17/panorama-dalla-tofana-de-rozes/ https://www.vacanzedolomiti.com/2022/08/17/panorama-dalla-tofana-de-rozes/?noamp=mobile#comments Wed, 17 Aug 2022 17:28:17 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2558 Panorama dalla Tofana de Rozes in 10 foto. Raccolgo e commento qui le foto che ho scattato dalla vetta della Tofana de Rozes nell’escursione per via normale. La giornata del 9 agosto 2022 era caratterizzata da tempo stabile e pochi cumuli: per fortuna ho potuto scattare le foto a 360 Leggi tutto…

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Panorama dalla Tofana de Rozes in 10 foto. Raccolgo e commento qui le foto che ho scattato dalla vetta della Tofana de Rozes nell’escursione per via normale.

Verso sud-est: Cortina d’Ampezzo, gruppo del Sorapìss, Antelao

La giornata del 9 agosto 2022 era caratterizzata da tempo stabile e pochi cumuli: per fortuna ho potuto scattare le foto a 360 gradi.

Verso sud: i boschi tra le Tofane e la Croda da Lago (al centro) e i Lastoi de Formin (la montagna “piatta” sulla destra). Sullo sfondo il Monte Pelmo.

Panorama dalla Tofana de Rozes verso sud-ovest: a sinistra le radure del Passo Giau, a sinistra il Nuvolau, al centro l’Averau e sulla destra la Croda Negra.

Panorama dalla Tofana de Rozes

Verso ovest il panorama è occupato, in basso, dalla parte alta della Val Travenanzes; sullo sfondo al centro il gruppo del Sella; sulla destra la Val Badia con il Sassongher e le altre cime verso il passo Gardena.

Panorama dalla Tofana de Rozes

Ecco una zoomata sulla Val Badia, la vallata verde sulla sinistra, mentre al centro il Sassongher e sulla destra la Gardenacia. In primo piano a sinistra in basso le cime di Fanes.

Panorama dalla Tofana de Rozes

Un incredibile cielo azzurro sopra le Dolomiti… che giornata fortunata!

Panorama dalla Tofana de Rozes

Panorama dalla Tofana de Rozes giù verso nord est la Forcella Fontananegra con il Rifugio Giussani e, al di sopra, la Punta Giovannina. Spunta in basso a destra la Punta Marietta (m. 2.973).

Panorama dalla Tofana de Rozes

Verso nord: le altre due Tofane: di Mezzo (sulla destra), di Dentro (al centro della foto).

Ultimo scatto con le due Tofane e, sulla destra, sotto una nuvoletta, il Pomaganon e un angoletto della verde vallata di Cortina d’Ampezzo.

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Tofana de Rozes via normale https://www.vacanzedolomiti.com/2022/08/16/tofana-de-rozes-via-normale/ https://www.vacanzedolomiti.com/2022/08/16/tofana-de-rozes-via-normale/?noamp=mobile#comments Tue, 16 Aug 2022 10:48:16 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2470 Tofana de Rozes via normale: descrivo qui l’itinerario con venti foto dal rifugio Giussani alla cima della Tofana de Rozes (m. 3.225). Ho raggiunto la vetta per via normale per la prima volta il 9 agosto 2022, mentre, da ragazzo, per galleria del Castelletto e ferrata Lipella, rinunciammo all’ultimo tratto Leggi tutto…

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Tofana de Rozes via normale: descrivo qui l’itinerario con venti foto dal rifugio Giussani alla cima della Tofana de Rozes (m. 3.225). Ho raggiunto la vetta per via normale per la prima volta il 9 agosto 2022, mentre, da ragazzo, per galleria del Castelletto e ferrata Lipella, rinunciammo all’ultimo tratto per ghiaccio. Le foto dalla vetta della Tofana de Rozes sono pubblicate in un altro articolo.

Tofana di Rozes via normale
Tofana de Rozes vista dal rifugio Giussani

Puoi raggiungere il rifugio Dibona, quota 2.037, con l’auto. Qui però non descrivo il percorso dal rifugio Dibona al rifugio Giussani per il vallon della Tofana. Inizio invece con la prima foto della Tofana de Rozes vista dal rifugio Giussani. Suddivido l’itinerario in tre parti:

  • salita per ghiaione (in basso a sinistra nella foto);
  • superamento delle stratificazioni rocciose (a destra, nella foto qui sopra);
  • cresta (da quota 3.027).

Tofana de Rozes via normale: prima parte per ghiaione

Tofana di Rozes via normale

Riporto qui un’ottima descrizione tecnica della via normale ripresa dal sito del Cai Alpago:

La via normale non presenta difficoltà alpinistiche ma si svolge su terreno tipico dolomitico con ghiaioni spesso mobili, cenge, roccette sporche di detriti, su pendenze talvolta sostenute. In particolare l’ultimo tratto sul versante ovest, è un po’ esposto ed è bene procedere con molta attenzione perché fatica e quota possono dare qualche problema.

Club Alpino Italiano Sezione Alpago
Tofana di Rozes via normale

La prima parte della salita per ghiaione non presenta difficoltà particolari se non una pendenza sostenuta.

Tofana di Rozes via normale

La traccia di sentiero sale per zig-zag e offre anche alcune varianti, come, al ritorno, scendere verticalmente per tratti di tenero ghiaione.

Superamento delle stratificazioni rocciose: seconda parte della via normale alla Tofana de Rozes

Tofana di Rozes via normale

Come specificato sopra dal Cai Alpago, non vi sono difficoltà alpinistiche e non si supera il primo grado, come specifica una recensione di cui trovi il link nella scheda tecnica. Questa seconda parte è forse la più divertente perché puoi seguire la traccia indicata dagli ometti (le pile di pietre che indicano il sentiero) oppure tentare infinite varianti.

Tofana di Rozes via normale

Oggi c’è parecchia gente che sale e scende ed è piuttosto facile seguire gli altri. Ad un certo punto, supero un gruppetto e prendo una strada mia. Vedo che tutti mi seguono! Non è detto però che chi sta davanti segua la via migliore, magari lo fa solo per divertirsi come me.

Arrivato ad un tornante della traccia di sentiero mi fermo a scattare la foto qui sopra in direzione ovest (sullo sfondo le Cime di Fanes): la traccia non indica questa direzione, ed infatti poi seguirò la traccia andando in direzione opposta. È tuttavia significativa perché rende evidente orientamento e inclinazione degli strati rocciosi della Tofana de Rozes: sembra quasi che siano disposti appositamente così per facilitare l’ascensione.

Tofana di Rozes, versante ovest, vista dal sentiero 20b.

Lascio per un momento la descrizione dell’ascensione e mi sposto con la foto qui sopa all’escursione Giro del Lagazuoi Gran per Forcella Granda dal Passo Falzarego. Puoi vedere, soprattutto nella parte alta illuminata dal sole, le linee che indicano le stratificazioni rocciose, e puoi osservare la cresta e la parte alta del versante ovest che descrivo fra poco.

Tofana di Rozes via normale

Mi sto avvicinando alla cresta ed infatti diventa visibile, al centro della foto, la vetta.

Tofana di Rozes via normale

Superati gli ultimi gradoni arrivi in cresta a quota 3.027. Inizia la terza ed ultima parte. Fai una pausa, ristorati e recupera un po’ di energie.

Ultima parte per cresta e versante ovest

Tofana di Rozes via normale
Da quota 3.000 la vetta della Tofana de Rozes appare come una piramide

Da qui si raddoppia il panorama verso sud ovest e cresce la pendenza, soprattutto nell’ultimo tratto. Respira a fondo, procedi con calma secondo le tue energie. Il versante ovest infatti è molto esposto.

Tofana di Rozes via normale

Oggi siamo fortunati: il tempo è stabile ed asciutto e le nuvolette sulla vetta compaiono e si disperdono rapidamente.

Tofana di Rozes via normale

Ecco, al centro della foto, l’inizio della cresta e, sullo sfondo da sinistra a destra, il Lagazuoi Gran, Tera Rosses e le Cime di Fanes. Dietro ancora le cime della Val Badia.

Tofana di Rozes via normale

Siamo quasi in vetta: uno sguardo, sulla destra, alla Val Travenanzes, e, sulla sinistra, al versante ovest della Tofana de Rozes e alla sua pendenza.

Alcuni gradini rocciosi, appena accennati, anche nell’ultimo tratto.

Nuvola improvvisa, per fortuna dissoltasi in poco tempo.

Tofana di Rozes via normale

Procedo in coda ai miei due compagni di ascensione.

La nuvola si è dispersa ed è tornato il sole: guardo verso la vetta…

Tofana di Rozes via normale

… e poi verso ovest: sotto di noi (ma proprio sotto!) la Val Travenanzes.

Con queste ultime foto ho voluto rappresentare come possibile la pendenza dell’ultimo tratto: quindi, molta prudenza! Nella scheda tecnica, oltre ai consueti dati di sintesi, troverai un paio di recensioni con altre foto e video.

Scheda tecnica dell’escursione

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Giro del Lagazuoi Gran per Forcella Granda dal Passo Falzarego https://www.vacanzedolomiti.com/2022/08/11/giro-del-lagazuoi-gran-per-forcella-granda-dal-passo-falzarego/ https://www.vacanzedolomiti.com/2022/08/11/giro-del-lagazuoi-gran-per-forcella-granda-dal-passo-falzarego/?noamp=mobile#respond Thu, 11 Aug 2022 06:25:50 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2373 Lagazuoi Gran è il nome del gruppo di cime che divide la prima parte della Val Travenanzes dal Monte del Lagazuoi, l’altopiano roccioso che sta tra il rifugio Lagazuoi e il rifugio Scotoni. In questa escursione potrai ammirare dall’alto la Val Travenanzes, le Tofane, e, cambiando versante, il lago Lagazuoi Leggi tutto…

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Lagazuoi Gran è il nome del gruppo di cime che divide la prima parte della Val Travenanzes dal Monte del Lagazuoi, l’altopiano roccioso che sta tra il rifugio Lagazuoi e il rifugio Scotoni. In questa escursione potrai ammirare dall’alto la Val Travenanzes, le Tofane, e, cambiando versante, il lago Lagazuoi e un ampio panorama sulle Dolomiti e sulla val Badia.

Lagazuoi Gran
Le torri del Lagazuoi Gran come appaiono nella luce di mezza mattina da Forcella Travenanzes

Questa escursione inizia dal passo Falzarego dove lascerai l’auto. Agli inizi del sentiero 402 troverai anche le indicazioni per le Torri del Falzarego – Col dei Bos: lungo quest’altro itinerario potrai raggiungere, in altro momento, Ospedaletti, dei ruderi risalenti alla Prima Guerra Mondiale che ho descritto in un’altra escursione.

Gran Lagazuoi: descrizione dell’itinerario

Dal passo Falzarego prendi il sentiero 402 che sale nel canalone verso Forcella Travenanzes – rifugio Lagazuoi. Resta sul sentiero che si tiene alto sulla sinistra, rispetto alla pista da sci, e sali fino a costeggiare l’inizio della galleria del Lagazuoi. Prosegui fino a Forcella Travenanzes (vedi la prima foto) e da qui prendi il sentiero 20b.

Lagazuoi Gran
Sentiero 20b verso forcella Gasser Depot. Sulla destra Tera Rosses.

È un bellissimo itinerario in cui puoi scoprire la prima parte della Val Travenanzes dall’alto e le Tofane, che puoi ammirare passo passo in tutti i loro dettagli.

Tofana di Rozes

Durante il percorso, mentre ammiravo appunto la Tofana di Rozes e mi guardavo intorno, lo sguardo mi cade su un piccolo sasso con evidenti stratificazioni: lo raccolgo e noto con molto stupore una notevole somiglianza con la Tofana. L’ho fotografato accanto all’originale ed ora lo conservo per ricordo. L’inclinazione degli strati non è identica, ma ha una base piatta e lo utilizzerò come fermacarte. È stato di buon auspicio perché qualche giorno dopo sono salito proprio in cima alla Tofana di Rozes.

In questo primo tratto, agevole, in leggera salita, raggiungi Forcella Gasser Depot.

Lagazuoi Gran
Forcella Gasser Depot lungo il sentiero 20b

Durante l’avvicinamento alla forcella, sulla destra, puoi ammirare Tera Rosses, un torrione che poggia su degli strati di terra rossa, da cui prende – credo – il nome, visibili però solo scendendo lungo la Val Travenanzes.

Panorama da Forcella Gasser Depot

Alla Forcella Gasser Depot puoi ammirare la Torre Travenanzes, nella foto qui sopra a sinistra, e lo sviluppo della Val Travenanzes che si incunea alla base delle Tofane. Sullo sfondo la Croda del Vallon Bianco. Il ghiaione sulla sinistra si chiama Ciadìn de Lagazuoi.

Ammiro sempre con stupore le diverse forme delle rocce: gli strati delle Tofane, le guglie delle torri come la Torre Travenanzes, il diverso orientamento degli strati rocciosi. Ma le sorprese non finiscono. Tra poco incontrerai il cosacco con il colbacco.

Il cosacco con il colbacco: curiosissima torretta nei pressi di Forcella Granda

Da Forcella Gasser Depot il sentiero prosegue salendo verso Forcella Granda. È questo il tratto dove puoi osservare da vicino come le rocce dolomitiche, con l’erosione, mostrano il loro vertiginoso equilibrio nelle situazioni più strane. Ancora sorrido riguardando la foto della torretta qui sopra, definita cosacco con il colbacco da un’alpinista di passaggio (non ho trovato altre fonti utili; se sei più informato di me scrivimi un commento in fondo all’articolo).

Tofana di Rozes

Se vuoi approfondire l’aspetto geologico delle Dolomiti ti suggerisco di visitare la sezione geologica del Museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore. Qui ho capito come si sono formate le stratificazioni evidenti nelle Tofane: il mare si espandeva e si ritirava periodicamente, e ad ogni ciclo si depositava sul fondo un nuovo strato di depositi (spero di aver sintetizzato in modo corretto!).

Salendo verso Forcella Granda al Lagazuoi Gran (la chiamo così per distinguerla dalla Forcella Grande del gruppo del Sorapìss).

Poco prima di arrivare in Forcella Granda, in corrispondenza di un ripido canalone, trovi la curiosa torretta del cosacco con il colbacco. Qui non sei ancora in Forcella Granda, prosegui oltre per pochi metri, dove trovi un cambio di scenario.

Panorama dalla Forcella Granda al Lagazuoi Gran.

Qui lo sguardo spazia dalle Cime di Fanes (a destra nella foto qui sopra), le Conturines (al centro) con sotto il Lago Lagazuoi, e, in fondo, la Val Badia con il Gardenaccia. Fuori campo della foto, lo sguardo si allarga al gruppo del Sella e oltre. Sei a quota 2.650 metri circa.

Zoom sul lago Lagazuoi, dal colore tra il turchino e il verde acqua.

Da qui inizia la discesa inizialmente in direzione del laghetto ma – fai attenzione – superato il tratto con tronchi fissati a terra, c’è un bivio (non indicato) ed il sentiero si stacca verso sinistra in direzione opposta verso il rifugio Lagazuoi.

Dopo essere scesi un po’ in direzione del lago Lagazuoi, cambio di direzione, verso sud, verso il rifugio Lagazuoi. Il ragazzo nella foto ha 11 anni ed è il mio figlio più piccolo.

Esiste anche il sentiero che scende invece al lago, ma sulla carta non lo trovo indicato. Poco dopo il tratto di sentiero che scende su un tratto ghiaioso alla base delle pareti del Lagazuoi Gran. Qui consiglio il caschetto. Ecco un paio di foto che documentano il tratto.

La discesa è aiutata dai tronchi fissati a scaletta e ti puoi appoggiare alla roccia. Spero non cadano sassi dall’alto!

Ecco invece come appare da lontano il tratto di sentiero appena superato: più difficile a vedersi che a farsi. Il sentiero prosegue ancora per un po’ sotto le pareti e poi finalmente sei sul monte del Lagazuoi, l’altopiano roccioso che sale verso il Lagazuoi Pizo (“piccolo”) dove troverari il rifugio.

Salito e disceso dal Rifugio Lagazuoi, dove gusti un panorama a 360 gradi, un ultimo sguardo alle Torri di Fanes (al centro) e alle Conturines (a sinistra). Sulla destra, poco sopra la scritta in filigrana (© 2022 VacanzeDolomiti. com) riesci a distinguere dove passa il sentiero 20b? Se sì, scrivimelo nei commenti qui sotto.

Particolare della Cima Scotoni con un curioso crollo di roccia dal basso.

Prima di concludere ecco un particolare della Cima Scotoni, del gruppo delle Cime di Fanes: un crollo dal basso, piuttosto frequente, che ha creato un’apertura nella parete, quasi come il portale di una cattedrale. Nella scheda tecnica troverai anche il link ad un’altra recensione dello stesso itinerario, ancora più dettagliata della mia e con molte altre foto.

Scheda tecnica dell’escursione

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Da Podestagno a Son Forca per Val Granda e Val Padeòn https://www.vacanzedolomiti.com/2020/09/08/da-podestagno-a-son-forca-per-val-granda-e-val-padeon/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/09/08/da-podestagno-a-son-forca-per-val-granda-e-val-padeon/?noamp=mobile#respond Tue, 08 Sep 2020 13:32:39 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1744 Ho cercato in rete informazioni sulla Val Padeòn, dietro il Monte Cristallo, a Cortina, ma non ho trovato descrizioni di itinerari che partissero da Podestagno, passando per Val Granda. In questo articolo descrivo l’itinerario che da Podestagno arriva al Passo Son Forca, sotto il Cristallo, attraversando Val Granda e Val Leggi tutto…

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Ho cercato in rete informazioni sulla Val Padeòn, dietro il Monte Cristallo, a Cortina, ma non ho trovato descrizioni di itinerari che partissero da Podestagno, passando per Val Granda. In questo articolo descrivo l’itinerario che da Podestagno arriva al Passo Son Forca, sotto il Cristallo, attraversando Val Granda e Val Padeòn. Il punto di partenza è proprio a Podestagno, in corrispondenza della casa cantoniera (nella scheda tecnica troverai anche il link alla mappa).

Non avevo mai fatto questo percorso e l’ho individuato sulla carta topografica: mi interessava la zona del Cristallo e quel giorno volevo proprio percorrere una valle partendo dal basso. Ho scoperto che la prima parte del percorso è poco frequentata e direi anche solitaria. È ideale quindi per chi non volesse addensarsi in luoghi già piuttosto frequentati. Amo camminare in silenzio nel bosco e quindi non mi pesa se non incontro anima viva.

Superata la pista ciclabile Cortina Dobbiaco, e il torrente Felizòn, inizi a salire nel bosco lungo una strada forestale, per Val Granda, fino a raggiungere quota 1.700. Val Granda è il versante sinistro orografico del Ru Bosco, che poi è l’allegro torrente che ti accompagnerà lungo tutto il sentiero.

Tutto il percorso è per strada forestale e attraversa larghi boschi di abeti. In alcuni punti il bosco è anche ben sfoltito e, dopo il percorso iniziale in ombra, cè anche un buon soleggiamento. È un percorso adatto anche a mountain bike.

Raggiunta quota 1.700, in corrispondenza con il bivio per Val Pomagagnon, abbandona il sentiero 201 e prendi il 202 che scende fino al ponte sul Ru Bosco. Riprendi a salire girando a destra e poco dopo troverai una fresca fontanella. sulla sinistra.

Da qui in poi il sentiero sale con pendenza leggera e costante, molto agevole: a destra scende il Ru Bosco.

Salendo vedrai sulla destra i contrafforti del Pomagagnon, in una veste inusuale: non le imponenti pareti che sovrastano Cortina, ma strati rocciosi inclinati in parti coperti dalla vegetazione.

Come dicevo, è un percorso molto rilassante, piuttosto solitario, senza punti di appoggio come rifugi o malghe, e adatto a chi sta bene lontano dalla folla.

Da notizie di stampa e fonti personali so infatti che nelle Dolomiti ci sono alcuni luoghi, bellissimi, senza dubbio, che sembrano attrarre la gran parte delle persone. Visti una volta, può essere l’occasione di esplorare luoghi meno noti, come ho fatto in questa occasione, e di grande soddisfazione.

Uno dei pregi di questo itinerario è di scoprire passo passo la Val Padeòn, che si incunea tra Cristallo e Pomaganon: quanti l’hanno mai percorsa? Mi piacerebbe saperlo dai vostri commenti.

È anche una escursione molto adatta alle famiglie, perché in qualsiasi momento ci si può fermare, se si è stanchi, e poi eventualmente tornare indietro. Ci sono innumerevoli posti dove fermarsi a giocare con l’acqua del Ru Bosco.

Consiglio però di arrivare almeno fino ai pascoli di Malga Padeòn: siamo a quota 1.800 e sulla sinistra si apre questa bellissima radura con in mezzo un crocefisso. Quello che vedete dietro è il Cristallo. Poco più avanti c’è un piccolo guado e poco dopo trovi questo bivio: continua per il sentiero 203 lungo la strada forestale, in direzione Forcella Son Forca.

Se sei arrivato fino a qui, basta un ultimo sforzo per raggiungere il Passo Son Forca e, poco prima, questo simpatico laghetto artificiale.

A questo punto sulla sinistra, se non ci sono nuvole, hai una bella vista sul Cristallo e sullo spettacolare canalone della Graa de Stounies.

Prosegui fino al punto panoramico e da qui hai il premio finale: lo spettacolare panorama sul Passo Tre Croci, i Tondi del Faloria e il Sorapìss e la conca di Cortina.

Da qui puoi rientare per lo stesso percorso, scendere a Rio Gere, se hai una seconda auto, oppure scendere a Cortina per Forcella Zuméles (per escursionisti esperti).

Scheda tecnica dell’escursione

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Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

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Foto della Val Travenanzes, Dolomiti Ampezzane https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/17/foto-della-val-travenanzes-dolomiti-ampezzane/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/17/foto-della-val-travenanzes-dolomiti-ampezzane/?noamp=mobile#respond Fri, 17 Jul 2020 10:01:25 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1325 Scopri l’escursione in Val Travenanzes partendo dal Lagazuoi.

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Scopri l’escursione in Val Travenanzes partendo dal Lagazuoi.

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Ospedaletti, sotto le Torri del Falzarego https://www.vacanzedolomiti.com/2020/06/29/ospedaletti-sotto-le-torri-del-falzarego/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/06/29/ospedaletti-sotto-le-torri-del-falzarego/?noamp=mobile#respond Mon, 29 Jun 2020 09:00:20 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1061 Sotto le Torri del Falzarego, tra il Lagazuoi e la Tofana di Rozes, ci sono dei ruderi risalenti alla Prima Guerra Mondiale: il luogo è noto come Ospedaletti. Durante la Grande Guerra era il primo luogo di cura per i feriti dietro la prima linea. Non sono un esperto di Leggi tutto…

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Sotto le Torri del Falzarego, tra il Lagazuoi e la Tofana di Rozes, ci sono dei ruderi risalenti alla Prima Guerra Mondiale: il luogo è noto come Ospedaletti. Durante la Grande Guerra era il primo luogo di cura per i feriti dietro la prima linea. Non sono un esperto di Grande Guerra ma visitando il posto si capisce al volo perché: è un luogo ben riparato dalle linee austriache dalle Torri del Falzarego.

Cosa vedevano i feriti guardando attraverso questa finestra che inquadra il Col dei Bòs? Da notare la costruzione fatta in parte di mattoni e in parte di pietre

Sulla carta topografica non è indicato con questo nome e si raggiunge dal Passo Falzarego seguendo le indicazioni per Col dei Bòs. Ora restano dei ruderi impressionanti, in una posizione panoramica di fronte all’area delle Cinque Torri, Nuvolau e Averau, una zona che mi piace alla follia. Ho scoperto questo posto accompagnato da mio zio Mario Ferruccio Belli e ora lo condivido con i visitatori di VacanzeDolomiti.com.

Ospedaletti, sotto le Torri del Falzarego: le indicazioni per prendere il sentiero.

Da un punto di vista escursionistico, è più una passeggiata che una escursione. È molto facile, ideale per la prima sgranchita della stagione, per familiarizzare i bambini all’ambiente di montagna, come intermezzo tra due escursioni più impegnative oppure come prolungamento di una escursione nei dintorni, prima di tornare a casa.

Dal Passo Falzarego prendi la direzione per Torri del Falzarego – Col dei Bos e segui l’agevole sentiero che vedi in foto qui sopra.

Ospedaletti, sotto le Torri del Falzarego: il facile sentiero per raggiungere il luogo.

Dopo 30 minuti circa arrivi a Ospedaletti, dove sono rimasti in piedi parte dei muri perimetralli delle costruzioni di oltre 100 anni fa. Dalle due foto seguenti si comprende bene la spettacolarità del luogo e il contrasto tra un paesaggio così bello e il ricordo della guerra: morti e feriti.

Ospedaletti, sotto le Torri del Falzarego: panorama verso Averau e Nuvolau.
Ospedaletti: sullo sfondo Nuvolau (a sinistra) e Averau (a destra).
Ospedaletti, sotto le Torri del Falzarego: panorama verso Averau e Nuvolau.
Di questa costruzione è rimasta parte di 3 muri perimetrali e tutti i fori del lato sud.

Da qui puoi ritornare al punto di partenza, al Passo Falzarego oppure proseguire fino al Casòn de Rozes, a quota 1.823 dove potrai farti raggiungere da un’auto sulla statale 48 del Falzarego.

Ospedaletti, sotto le Torri del Falzarego
Ecco una vista di Ospedaletti da una posizione rialzata: sulla sinistra si vede la stradina che scende verso il Casòn di Rozes.

Da qui si scende lungo una stradina sterrata che permette di osservare da vicino le pareti dei bassi contrafforti detti Rozes, che stanno proprio alla base della Tofana di Rozes: sono molto curiosi perché degli abeti hanno preso possesso del loro ciglio, e sembrano a loro agio in questa posizione vertiginosa.

Alla quota 2035 in località “r’Agaroles” incrocerai il sentiero 412 che sale verso la Forcella Col dei Bos e la Val Travenanzes: tu invece prosegui scendendo lungo la stradina.

Ecco la stradina che ti riporta con leggera pendenza di nuovo alla statale 48, nei pressi del Casòn de Rozes.

Dove trovi altre informazioni su Ospedaletti e questa zona? Il luogo è citato nel sito Veneto Grande Guerra; è descritto, ma senza foto e indicazioni di sentieri, nel sito del Parco delle Dolomiti d’Ampezzo, ed è citato en passant da alcuni blog. Questa scheda sembra quindi ad oggi (giugno 2020) quella più completa di descrizioni per raggiungere il luogo e di fotografie.

Scheda tecnica dell’escursione

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Novità! Ebook “5 facili escursioni nelle Dolomiti” https://www.vacanzedolomiti.com/2020/05/11/novita-ebook-5-facili-escursioni-nelle-dolomiti/ Mon, 11 May 2020 14:37:49 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1021 Acquista l’ebook “5 facili escursioni nelle Dolomiti” per consultare le schede delle escursioni anche in assenza di internet. Puoi avere sul tuo telefono cellulare le descrizioni, complete della scheda tecnica, delle seguenti escursioni: 1. Val di Fanes e Lago di Fanes2. Val Popena, gruppo del Cristallo3. Escursione al Rifugio Venezia Leggi tutto…

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Acquista l’ebook “5 facili escursioni nelle Dolomiti” per consultare le schede delle escursioni anche in assenza di internet. Puoi avere sul tuo telefono cellulare le descrizioni, complete della scheda tecnica, delle seguenti escursioni:

1. Val di Fanes e Lago di Fanes
2. Val Popena, gruppo del Cristallo
3. Escursione al Rifugio Venezia da Malga Ciàuta
4. Escursione al Monte Rite
5. Dal Ponte di Geralba al Lago di Pianozes

L’ebook “5 facili escursioni nelle Dolomiti” ha il grande vantaggio di poter essere scaricato sul tuo telefono cellulare e consultato anche in assenza di connessione wi-fi o telefonica.

Come forse sai, in diverse vallate Dolomitiche il cellulare non prende; meno ancora potrai connetterti a internet e quindi a VacanzeDolomiti.com.

Grazie all’ebook, invece, potrai avere con te e consultare online le descrizioni delle escursioni presenti in questo sito, anche in assenza di connessione dati.

L’ebook è disponibile in formato .pdf e .epub.

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Val di Fanes e Lago di Fanes https://www.vacanzedolomiti.com/2019/09/10/val-di-fanes-cascate-lago-fanes-escursioni-cortina/ https://www.vacanzedolomiti.com/2019/09/10/val-di-fanes-cascate-lago-fanes-escursioni-cortina/?noamp=mobile#respond Tue, 10 Sep 2019 14:28:35 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=872 Comincio la descrizione di questa escursione suggerendoti questo video di 40 secondi per capire cosa troverai in Val di Fanes, nelle Dolomiti Ampezzane. A fine giugno, mentre i temerari della Lavaredo Ultra Trail risalivano la Val Travenanzes per concludere il loro percorso di 120 km e 5.000 metri di dislivello, Leggi tutto…

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Comincio la descrizione di questa escursione suggerendoti questo video di 40 secondi per capire cosa troverai in Val di Fanes, nelle Dolomiti Ampezzane.

A fine giugno, mentre i temerari della Lavaredo Ultra Trail risalivano la Val Travenanzes per concludere il loro percorso di 120 km e 5.000 metri di dislivello, ho scantonato per la Val di Fanes in cerca di frescura.
E l’ho trovata!
Qualche dato in gradi centigradi per darti un brivido: Lago di Fanes: temperatura dell’acqua 5° C, praticamente un percorso Kneipp. Sbarco di Fanes: cascata con nebulizzazione naturale di acqua fresca a 7 °C.

Lago di Fanes, Val di Fanes, Dolomiti Ampezzane

È una escursione facile, con un dislivello moderato, e con una variante: c’è quindi la possibilità di seguire in qualche modo un percorso ad anello. Suggerisco di salire lungo il sentiero principale, il 10, e di scendere lungo il sentiero delle cascate (questa scelta è peraltro indispensabile per vedere lo sbarco di Fanes, ripreso nel video qui sopra).

Il punto di partenza è lungo la statale 51, tra Fiames e Podestagno. Il luogo è facilmente raggiungibile da Cortina d’Ampezzo e in mezz’ora da Dobbiaco.

Consiglio di lasciare l’auto nei pressi del Centro Visitatori del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo che si trova a quota 1.314, poco dopo Fiames, venendo da Cortina d’Ampezzo e andando nella direzione di Dobbiaco.
L’accesso è sulla sinistra: si entra con l’auto e la si parcheggia dopo 200 metri nei pressi del Centro Visitatori. Ingrandisci la mappa qui sotto fino a individuare la zona di Fiames, a nord di Cortina d’Ampezzo, e troverai l’indicatore nel punto esatto.

Lasciata l’auto, prosegui a piedi lungo il sentiero 10-401 che in questo tratto è una stretta strada asfaltata nel bosco, sulla sinistra orografica del fiume Boite. Al primissimo bivio tieni la destra e, più avanti, tieni la sinistra, verso il Pian de Loa (se invece, per errore, prendi a destra, ti dirigerai verso il Rif. Ra Stua, sentiero 6, che non è la meta di oggi).

Pian de Loa

In questo tratto iniziale, diversi pannelli ai lati del sentiero spiegano i nomi delle piante del Parco, in italiano e in ladino, con il nome scientifico di ogni esemplare. È un modo piacevole di scoprire che il pino mugo in ladino si chiama, ad esempio, baràncio.

Arrivati al Pian de Loa, quota 1.350, attraversa il ponte e prosegui lungo il sentiero 10-401. È il tratto finale del Ru de Fanes, un torrente che scorre tra radure e rado bosco.

Ci dirigiamo ora verso Ponte Outo, un passaggio impressionante sopra una profonda forra scavata dal Ru Travenanzes.

Panorama da Ponte Outo

Senza infatti accorgersene, abbiamo superato il punto di confluenza dei due torrenti, Travenanzes e Fanes, che prendono (o danno?) il nome alle rispettive valli.

Poco dopo il Ponte Outo c’è il bivio, da cui le due valli si dividono: prendi il sentiero 10, a destra, e sali lungo la carrareccia che, a tornanti, si inerpica nel bosco.

Sentiero 10.

Superato questo passaggio, a quota 1.679, trovi l’indicazione per il sentiero delle cascate, che prenderai al ritorno, scendendo.

Proseguendo, in mezz’ora sarai al Lago di Fanes.

Oltre, puoi raggiungere il Lago di Limo a quota 2.159.

Spaite de Col Bechei

Al ritorno, consiglio di fermarsi a vedere la cascata Sbarco di Fanes e di seguire sul posto le indicazioni per il sentiero delle cascate: un sentiero che costeggia il torrente e permette di goderne il fresco scrosciare, gradevolissimo soprattutto nelle calde giornate estive.

Se vuoi portare con te la descrizione di questa escursione, acquista l’ebook “5 facili escursioni nelle Dolomiti”, che contiene anche questa escursione “Val di Fanes e Lago di Fanes”.

Scheda tecnica dell’escursione

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Val Popena, gruppo del Cristallo https://www.vacanzedolomiti.com/2019/08/05/val-popena-monte-cristallo/ https://www.vacanzedolomiti.com/2019/08/05/val-popena-monte-cristallo/?noamp=mobile#respond Mon, 05 Aug 2019 08:15:33 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=906 Questa escursione ti porterà nell’alta Val Popena, gruppo del Monte Cristallo, partendo dal ponte sul torrente Rudavòi, lungo la strada 48 delle Dolomiti, nel tratto tra il Passo Tre Croci e Misurina. Lascia l’auto in corrispondenza del ponte e raggiungi a piedi la riva sinistra del torrente dove troverai il Leggi tutto…

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Questa escursione ti porterà nell’alta Val Popena, gruppo del Monte Cristallo, partendo dal ponte sul torrente Rudavòi, lungo la strada 48 delle Dolomiti, nel tratto tra il Passo Tre Croci e Misurina. Lascia l’auto in corrispondenza del ponte e raggiungi a piedi la riva sinistra del torrente dove troverai il segnavia per il sentiero 222.

Il sentiero 222 è indicato come percorribile dal Cai del Veneto. Tuttavia sul posto è indicato come percorribile fino ai Crepe de Pousa Marza, da dove si può proseguire lungo il sentiero 224 fino a Misurina. Qual è la situazione reale? Abbiamo percorso tutto il tratto fino alla Forcella Popena e, solo per l’ultimo tratto, abbiamo classificato questa escursione per esperti. Scopri perché.


Il sentiero sale nel bosco nella direzione del Corno d’Angolo (qui sopra), un torrione che chiude l’alta Val Popena insieme al Piz Popena. Dopo un breve tratto in salita, comincia un trasferimento in quota nel bosco con attraversamento di questa poetica radura. 


Guardando verso sinistra, oltre al Corno d’Angolo, hai di fronte la Croda de Pousa Marza (qui sotto), una parete caratterizzata da diversi distacchi che alimentano il circo ghiaioso del Rudavoi, un torrente con attività di picco piuttosto impetuose (avrai notato infatti che il ponte sul Rudavoi è nuovo e scavalca con una grande campata i due versanti).

Dopo il tratto nel bosco raggiungi il punto Valorié a quota 1.956;  da qui il sentiero costeggia, guadagnando progressivamente quota, i bastioni tra il Corno d’Angolo e la Forcella de Popena, che sarà la nostra meta.

Sulla destra si apre la vista dei Cadini di Misurina e dei boschi che si stendono tra questi e il fiume Ansièi.

Il sentiero è facilmente percorribile, senza variazioni di pendenza significative e, dopo essere usciti dal mugheto (bosco di pino mugo), si intravede il canalino ghiaioso che porta alla Forcella de Popena.


Siamo a quota 2.151, ai Crepe de Pousa Marza. Qui le recenti piogge hanno scavato a fondo il canalino, per cui è necessario perdere un po’ di quota per superarlo. Nella foto seguente si intravede il tratto finale che attraversa la passerella sospesa sul bastione roccioso: dopo questo punto sei arrivato. 

Gli ultimi 100 metri di dislivello corrispondono quindi alla salita lungo il canalino che è fatto di materiale molto friabile. In più la parte alta del canalino è stata portata via dalle piogge. Consiglio quest’ultimo tratto solo a chi abbia un passo sicuro ed assenza di vertigini. In ogni momento si può tornare indietro e, per chi non volesse proseguire, può continuare da qui lungo il sentiero 224 che porta fino a Misurina.

Superato il canalino, eccoci in alta Val Popena: possiamo ammirare il Piz Popena, m. 3.152 (foto seguente), la Punta Michele (foto successiva) e il Cristallino di Misurina.

Ecco il Cristallino di Misurina.

Molto tempo fa era attivo anche il Rifugio Popena: ora sono rimasti i ruderi.

Rientrando per lo stesso percorso, possiamo ammirare davanti a noi il Gruppo del Sorapiss con, sulla destra, i Tondi del Faloria.

Tra le curiose forme rocciose, formatesi anche per erosione, ho notato questa finestra che lascia passare un brandello di cielo.

L’escursione in sintesi

Scheda tecnica dell’escursione

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