Da San Vito al Rifugio Palmieri: rara, se non unica, recensione – con traccia gps – dell’affascinante percorso lungo il sentiero 457 dal ponte di Geralba, a Chiappuzza di San Vito di Cadore, al Rifugio Palmieri e lago Fedéra sotto la Croda da Lago.
4 ore e mezza da solo, nel bosco. Uno scoiattolo. Una marmotta. Bosco di faggi e abeti, poi abeti e larici. Acque fresche e allegre per riempire la borraccia. Nessuno intorno. Ad un certo punto, una radura, un guado e i versanti nord delle Rocchette come non li avevo mai visti. Infine, un ampio pascolo in quota, un largo panorama ed il bosco fatato del Monte de Fedéra.
Per il Rifugio Palmieri passa anche l’itinerario che ho descritto nell’escursione Giro della Croda da Lago per Val de Formìn, Forcella Formìn, Forcella Ambrizzola e Rifugio Palmieri.

Nella mia ricerca di percorsi poco frequentati ora posso senz’altro aggiungere il sentiero 457. Infatti, non solo non ho trovato nessuno lungo il percorso (metà giugno), ma nemmeno ho trovato altre recensioni di questo itinerario. Non perderti la traccia Gps che trovi nella scheda tecnica, con 40 punti notevoli ed altre 13 foto.
Da San Vito al Rifugio Palmieri: inizio dell’itinerario
Raggiungi in auto la frazione di Chiappuzza a San Vito di Cadore, oltrepassa l’abitato lungo il Boite fino al grande parcheggio sterrato (gratuito) nei pressi del Ponte di Geralba (trovi il punto esatto nella mappa nella scheda tecnica). Attraversa il ponte e continua sulla strada forestale che ho descritto nell’escursione “Dal Ponte di Geralba al Lago di Pianozes: a piedi da San Vito di Cadore a Cortina d’Ampezzo“. Poco dopo invece prendi a sinistra il bivio per sentiero 459 e sentiero 457 verso il Rifugio Palmieri.

Al bivio, in corrispondenza di un ponte in legno, a sinistra andresti verso il Taulà de la Frates, quindi sul versante sud delle Rocchette. Svolta invece a destra e prosegui oltre il ponte sul sentiero 457. Così aggirerai la propaggine est delle Rocchette e ti porterai sul loro versante nord.
Fino a quota 1.300 circa percorri una strada forestale che sale con decise pendenze nel bosco, in direzione ovest. Alle tue spalle la Croda Marcora. Ad un certo punto dalla strada si dirama il sentiero, ed il bivio non è ben segnalato. Trovi il punto indicato nella traccia Gps nella scheda tecnica.
Arrivato quasi a quota 1.600 si attenua la pendenza ed inizia un trasferimento in quota nel bosco; con breve tratto sotto le rocce attraversi una brevissima cengietta sotto il Becolongo. Questa parte nel bosco è molto gradevole e meno faticosa della prima parte; arrivi fino a quota 1.650, poi scendi fino a quota 1.580 all’incrocio con il sentiero 427 che sale da Socol.

Da qui nuovo cambio di direzione e riprendi a salire in direzione ovest sul fondo di un vallone, in un rado bosco, che non sembra molto frequentato: in tre punti diversi ho trovato tre tronchi caduti sul sentiero. Li superi agevolmente ma è un segnale della poca manutenzione dovuta – credo – alla scarsa frequentazione.
La caratteristica affascinante di questo sentiero è l’avvicinamento al versante nord delle Rocchette di Cianpolòngo e di Sorarù che da questo parte mi ricordano le forme delle Dolomiti di Brenta, con strati inclinati e torrioni. Il panorama si arricchisce quindi quando esci dal bosco a quota 1.818 in località Pian de i Mosìte. Vicino un allegro ruscelletto dove cui riempire le borracce.

Da San Vito al Rifugio Palmieri: il punto più panoramico
Dopo breve canalino percorso in direzione nord, con una nuova fresca sorgente, sbuchi su un pianoro erboso a quota 2.040.
Ampio panorama sui versanti nord delle Rocchette Cianpolòngo, Sorarù e Ruoibes, sul Cristallo, Croda Rossa, Sorapìs e Antelao.
L’estesa radura erbosa si prolunga fino a forcella Sòn Forcia: cammini quindi su erba per largo tratto.

Dopo la forcella, il sentiero si immerge nel bosco di larici di Monte de Fedéra e con diversi saliscendi, anche infilandosi in larghe trincee rocciose, attraversando un paio di radure arrivi finalmente in vista della Croda da Lago che spunta sopra i larici.

L’itinerario è stato lungo e impegnativo. Per abbreviare il ritorno ci sono due possibilità: verso il Ponte de Rucurto oppure per malga Fedéra e giù fino alla frazione di Campo, Cortina d’Ampezzo.
Scelgo quest’ultima: perlopiù strada asfaltata, ma con diversi tratti sentiero nel bosco. Sono ben segnati per chi sale, mentre in discesa non li vedo proprio. Da notare, nella discesa, diramazioni per le Gòres de Federa e, a quota 1300 m, un’ottima sorgente chiamata “acqua benedetta”. L’itinerario termina infine al lago di Pianozes. Dal lago di Pianozes puoi ritornare al punto di partenza percorrendo a ritroso l’itinerario Dal Ponte di Geralba al Lago di Pianozes: a piedi da San Vito di Cadore a Cortina d’Ampezzo. Questa volta però non ho tempo né energie: scendo alla frazione di Campo, dove mi raggiunge un’auto che mi riporterà al parcheggio di Geralba.

L’escursione in sintesi

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