Serdes Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/tag/serdes/ Prepara la tua escursione con noi Sun, 08 Feb 2026 11:50:38 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.10 https://www.vacanzedolomiti.com/wp-content/uploads/2017/05/cropped-vacanze_dolomiti_logo_300-3-32x32.jpg Serdes Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/tag/serdes/ 32 32 La Sentinella da San Vito di Cadore per Serdes https://www.vacanzedolomiti.com/2026/02/08/la-sentinella-da-san-vito-di-cadore-per-serdes/ Sun, 08 Feb 2026 09:12:26 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=3915 La Sentinella da San Vito di Cadore per Serdes: non troverai altrove questo semplice itinerario. Da una rapida ricerca in internet ho notato infatti che viene descritto solamente a partire dall’Alpe di Senes e in genere senza immagini. Io invece parto a piedi da San Vito di Cadore, mi godo Leggi tutto

L'articolo La Sentinella da San Vito di Cadore per Serdes proviene da VacanzeDolomiti.com.

]]>
La Sentinella da San Vito di Cadore per Serdes: non troverai altrove questo semplice itinerario. Da una rapida ricerca in internet ho notato infatti che viene descritto solamente a partire dall’Alpe di Senes e in genere senza immagini.

Monte Pelmo visto da La Sentinella

Io invece parto a piedi da San Vito di Cadore, mi godo l’avvicinamento nel bosco, evitando sia l’auto che la strada asfaltata. A partire da questa escursione troverai in area riservata la traccia GPS, con le mie note esportate dall’app GeoResQ.

Ultimi prati dopo il villaggio di Serdes e prima di entrare nel bosco.

Scrivo dopo le nevicate pre-olimpiche di inizio febbraio 2026 ma a gennaio, al momento dell’escursione, il paesaggio era asciutto. Per questa volta parto da Serdes, dato che i lavori per la circonvallazione di San Vito di Cadore rendono ancora incerti i percorsi pedonali per passare all’altra riva del fiume Boite.

La valle verso sud poco sotto il Ristorante Rifugio Larin.

Dal ponte di Serdes, raggiungi il villaggio di Serdes, attraversalo e superalo in direzione nord, non verso il Monte Pelmo, non verso il sentiero 470: subito prima della chiesetta di San Rocco dovrai tenere a destra. Oltre gli ultimi pascoli prima del bosco, segui per il sentiero 436, tenendo sempre la destra fino al Ponte dei Scarazés. Poi con breve zig-zag nel bosco raggiungi la vecchia pista di sci e poi il Ristorante Rifugio Larin. Questo è il tratto meno noto dell’itinerario e recentemente è stata aggiornata la segnaletica. Dovresti trovare quindi facilmente il percorso.

Ristorante Rifugio Larin

Cosa cambia in un itinerario escursionistico tra estate e inverno? Così pensavo lungo il cammino. Di solito documento solo escursioni estive.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Alpe di Senes

Cambia la luce. L’inclinazione dei raggi solari. Le ore di luce. La luce tesa anche a mezzogiorno. Per un appassionato di fotografia anche luoghi già noti cambiano aspetto.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Crocifisso tradizionale con Cima Belprà

Ma mi sono distratto: sei arrivato al Ristorante Rifugio Larin? Con breve tratto di strada asfaltata nel bosco prosegui oltre il Ristorante Rifugio Senes e raggiungi la cappella degli Alpini. Da qui noti benissimo, sulla sinistra, la roccia che si innalza nel bosco: è la Sentinella (vedi foto qui sotto).

La Sentinella da San Vito di Cadore
La cappella degli Alpini

Da qui oltrepassa la cappella sulla destra, prosegui verso nord e dopo pochi passi dopo trovi il sentiero che si distacca dalla strada forestale. Qui trovi un altro segnavia.

È vero che d’inverno ci sono meno ore di luce, ma ho notato che la luce bassa e tesa è perfetta per delle foto ben contrastate, soprattutto al mattino. Nel bosco la luce bassa facilita poi la visione dei dettagli e dei segnavia, il che non guasta.

Sul crinale verso la Sentinella

D’inverno cambia anche la condizione del bosco: se è a prevalenza di latifoglie, come i faggi, la mancanza di fogliame permette una maggiore visibilità dell’itinerario.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Primo panorama usciti dal bosco: San Vito e monte Antelao.

Se non c’è neve, il fogliame copre i sentieri che per la frequenza ridotta sono meno visibili. Infatti ad un certo punto ho perso il sentiero. L’ho cercato con l’app GeoResQ: mi ero spostato di pochi metri ma già non mi trovavo più rispetto ai miei ricordi estivi. Uscito dal bosco, si apre il panorama su Antelao e San Vito. Sei quasi sul crinale. Poco dopo un breve slargo, senza piante: c’è una netta svolta a sinistra, verso ovest, ed è bene ricordarsi bene il punto, perchè più d’uno, me compreso, al ritorno, ha proseguito giù dritto, perdendo molto tempo poi per risalire. Ma se tieni d’occhio la traccia GPS non c’è problema.

Monte Pelmo.

Quindi credo che – almeno nel bosco – con la maggiore visibilità invernale sia più facile sia perdersi che trovare scorciatoie.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Sul crinale verso la Sentinella.

Sul crinale c’era un po’ di neve. Ottima vista verso il Pelmo, a sud-ovest e qualche scorcio verso nord sulla conca ampezzana. Il nome La Sentinella ricorda proprio che l’altura era un punto di avvistamento, quando dalla parte di Ampezzo potevano arrivare nemici.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Sembra il plastico di una montagna con le curve di livello e invece è l’attacco di due rami in un larice rinsecchito.

D’inverno la temperatura cambia e naturalmente occorre vestirsi con l’abbigliamento invernale, a strati. Conseguenza del freddo, cambia anche il terreno. Anche negli inverni poco innevati il ghiaccio può essere in agguato ovunque. Durante questa escursione il terreno sembrava autunnale, con pochi tratti innevati, ma occhio al ghiaccio che è insidioso.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Segnavia sulla Sentinella: se prosegui per il sentiero 436 arrivi a Prendera, Mondeval e Passo Giau.

Quindi d’inverno cambia il tipo di luce, il clima evidentemente, il terreno, anche in funzione dell’innevamento. In sintesi, raggiungere la Sentinella da San Vito di Cadore anche d’inverno occupa mezza giornata e riesci a tornare per pranzo. Ricorda: scarponi da escursione e bastoncini.

La luce di un mattino invernale mette in risalto l’effetto dei recenti crolli dalla cima del Marcora.

Mentre scrivo sono iniziate le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, benedette da nevicate in zona Cesarini, ma mentre salivo e guardavo verso la conca ampezzana temevo uno scenario povero di neve. Nel 1951 ci furono fenomenali nevicate durante l’inverno mentre a ridosso delle Olimpiadi invernali di Cortina 1956 mancava la neve. Le mie fonti, residenti in valle nati negli anni ’40 e quindi testimoni diretti, ricordano che furono mandati gli alpini al Passo Giau a raccogliere neve con i badili e portarla sulle piste.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Dalla Sentinella vedi emergere da Forcella Forada il Monte Civetta (sulla destra).

Per festeggiare le Olimpiadi, l’apertura delle gallerie a Valle di Cadore e a Tai di Cadore, solo per questa escursione, pubblico in chiaro la scheda tecnica, da oggi anche con traccia GPS. In questo modo anche se non sei iscritto alla newsletter puoi vedere come chiudo il resoconto delle mie escursioni.

Cima Belprà (al centro) e cima Scotèr.

I resoconti delle mie escursioni, alcune semplici altre impegnative, non sono scritti per esperti alpinisti ma per chi ama la montagna e desidera avventure, anche in itinerari nuovi, alla portata delle proprie capacità.

Scheda tecnica dell’escursione a La Sentinella da San Vito di Cadore

Scheda tecnica dell’escursione

Se sei già iscritto alla newsletter troverai il link alle schede tecniche nell’ultima newsletter ricevuta.

Hai apprezzato questo articolo?
Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

REGISTRATI ORA

Iscriviti per consultare tutte le schede tecniche

L'articolo La Sentinella da San Vito di Cadore per Serdes proviene da VacanzeDolomiti.com.

]]>
Anello Serdes Malga Prendera https://www.vacanzedolomiti.com/2024/07/14/anello-serdes-malga-prendera/ https://www.vacanzedolomiti.com/2024/07/14/anello-serdes-malga-prendera/?noamp=mobile#respond Sun, 14 Jul 2024 02:00:00 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2877 Anello Serdes Malga Prendera: 6 ore e mezza di cammino e oltre 1.110 metri di dislivello, senza rifugi di appoggio, su sentieri immeritatamente poco frequentati. Le acque che scendono dalle Rocchette e dal versante Nord del monte Pelmo verso est fino al Boite, tra Chiappuzza, Serdes e Villanova, attraversano catini Leggi tutto

L'articolo Anello Serdes Malga Prendera proviene da VacanzeDolomiti.com.

]]>
Anello Serdes Malga Prendera: 6 ore e mezza di cammino e oltre 1.110 metri di dislivello, senza rifugi di appoggio, su sentieri immeritatamente poco frequentati.

Taulà de la Ruòibes, quota 1.870. Sullo sfondo la Rocchetta de la Ruòibes.

Le acque che scendono dalle Rocchette e dal versante Nord del monte Pelmo verso est fino al Boite, tra Chiappuzza, Serdes e Villanova, attraversano catini erbosi di alta quota, un tempo pascoli, e segnano diverse vallette che scorrono quasi parallele tra creste boscose. Partendo dal fondo, da Serdes di San Vito di Cadore, diversi sentieri salgono ai pascoli di un tempo, alcuni percorrendo vallette ombrose, altri restando sulle creste o costeggiando la base delle Rocchette.

Panorama sul Monte Pelmo da quota 1.300 sul sentiero 455.

Il sentiero 455 si dirama dalla stradina asfaltata che da Serdes porta verso i laghetti di Polentaia ma il punto di partenza per questa escursione ad anello è Serdes, villaggio di San Vito di Cadore. Raggiungi la piazzetta con la chiesa di San Rocco e la fontana, e con le spalle alla chiesa, prendi la strada sterrata più a sinistra. All’inizio della strada trovi una tabella segnavia. Dopo la prima breve salita c’è un bivio: prendi a destra.
Poco dopo, il bivio per il sentiero 455 non è segnalato: si individua sulla destra dopo un ruscelletto con una corta staccionata; la quota esatta è 1.040 metri. Il segnavia, senza numero, è visibile pochi metri avanti nel sentiero.
La prima parte sale con pendenze alternate, ripide e moderate, è una larga traccia nel bosco, dell’ampiezza di un carro (sì, un tempo salivano e scendevano i carri che portavano a fondovalle il fieno raccolto nei pascoli alti). In alcuni tratti la traccia si sdoppia perché era a doppio senso di marcia: la “ria guòita” (ovvero vuota) era per i carri che salivano scarichi, mentre la “ria piena” era per quelli carichi di fieno che scendevano dagli alpeggi. Immaginatevi se era fattibile gestire gli incroci. Meglio due vie.

Un’immagine del sentiero 455 che sale nel bosco di larici, faggi e abeti.

Questa prima parte è ombrosa, con il fondo terroso e spesso fangoso. Più in alto il bosco è più rado e aperto, luminoso, gradevole. Vi sono diverse alternanze di tratti ripidi e in moderata salita, con fondo di foglie di faggio.
Poco sopra quota 1300 il sentiero scollina: sei ora in località Polentaia. Il sentiero prosegue in cresta nel bosco con vista sul Pelmo e sulla conca di Polentaia, fitta di vegetazione.

Sulla sinistra, guadagni una vista dall’alto della recente frana di Tiera che interessa il tratto del sentiero 468 tra la località Ponte della Madonna a Villanova di Borca e “località ignota”.

Il CAI di San Vito scrive infatti che:

“a seguito dello smottamento dell’intero versante in località Sote Tiera, il Sindaco di Borca ha emesso l’ordinanza n. 8 del 06.07.2023 di chiusura, a veicoli e pedoni, della strada (in parte divelta) dalla località Ponte della Madonna (subito dopo il parcheggio del capitello di Tiera  dove diparte anche la strada per Ciauta) a località ignota; salvo ulteriori verifiche degli esperti e autorità competenti, non dovrebbero essere interessati i sentieri CAI 468 e 470 nel tratto ove si sovrappongono, tra il bivio per Serdes, la grotta della Madonna e il parcheggio “alto” di Tiera. “

Dal sito del Cai di San Vito di Cadore

Poco sopra quota 1550 un bivio: prendi a sinistra il sentiero che attraversa il versante rivolto a sud (l’altra traccia invece sale ripida verso destra). Poco dopo il bivio, un torrentello e un piccolo guado.

Il bivio con il sentiero 458 a quota 1.550.

Poco dopo un altro tratto paludoso trovi l’incrocio con il sentierio 458: qui dovrai tenere la sinistra, prendendo quindi il sentiero 458. Se andassi invece a destra per il sentiero 455, saliresti verso il Taulà de Ciampe e, più su ancora, raggiungeresti il sentiero 436: potresti così accorciare di molto l’anello ma ti perderesti la parte più panoramica di questo anello Serdes Malga Prendera.

Un dettaglio delle tabelle segnavia al bivio con il sentiero 458.

Più avanti, uno slargo sassoso: qui incontri il Ru de Faòn che scende dalle Rocchette. Un secondo bivio da cui si dirama in direzione sud il sentiero 469 in direzione del Ponte Intra Les Aghes, Forcella Forada o Villanova. Resta sul sentiero 458, tenendo la destra, per la Val de Busèla; resterai così sulla riva sinistra orografica del Ru de Faòn.

anello Serdes Malga Prendera
La tabella segnavia a quota 1.552 all’incrocio con il Ru de Faòn; prosegui lungo il sentiero 458 e incontrerai poi il 467 e il 436 lungo l’anello Serdes Malga Prendera.

L’erba è un po’ alta, il sentiero non è molto frequentato ma basta osservare con attenzione per notare i segnavia, ora più frequenti, a volte numerati. Adesso sei fuori dal bosco e ti puoi orientare a vista. Un paio di frane sul versante del torrente minacciano la traccia del sentiero che è stato spostato più a monte.

A quota 1650 circa si guada il torrente. Tieni d’occhio l’altro versante per scorgere il segnavia dalla parte opposta. Qui il fondo per scendere al torrente e risalire sull’altro versante forse meriterebbe un po’ di manutenzione. Qualche segnavia su palo rischia di non essere visibile per l’erba alta.
Guadato il torrente continua a salire in direzione ovest sul versante destro dello stesso torrente. Senza accorgertene ti trovi di nuovo il ruscello a sinistra, ma non temere, è un altro ruscello!

Taulà de la Ruòibes.

Ora è visibile il Taulà de la Ruoibes: punta in quella direzione. È un possibile ricovero in caso di maltempo: chiuso con semplice catenaccio, è costituito da due grandi locali (quello al piano superiore con fieno), ed un locale per cucinare.

Pascoli di quota e, sullo sfondo, il Monte Antelao.

Fino a qui hai attraversato molti ruscelletti. Da qui in poi non troverai più acqua fino quasi a Senes, alla chiusura dell’anello. Meglio rifornirsi. Questa informazione è valida naturalmente per i primi di settembre, in altre stagioni i ruscelli potrebbero sgorgare più in alto.

Dal Taulà de la Ruòibes verso forcella Roàn.

Punta verso ovest per radure, spalle erbose, tratti paludosi, descrivendo due mezzi giri alternati, uno a sinistra ed uno a destra, e arrivi in Forcella Roàn, quota 1.995.

Salendo dal Taulà de la Ruòibes, verso nord: pascoli e due Rocchette: a sinistra Prendera e a destra de la Ruòibes.

Da forcella Roàn a Malga Prendera c’è una larga strada – sentiero 467 – già descritta nell’escursione dal Passo Staulanza a Malga Prendera. Un solo tratto ripido, poi una serpentina in dolce pendenza e arrivi alla Malga, che è chiusa.

Sentiero 467 verso Malga Prendera.
Gruppo del Civetta visto dal sentiero 467.

Da Malga Prendera cerca la traccia 436. Se non vedi i segnavia, guarda verso est sul crinale e noterai alla tua stessa quota il palo segnavia.

Raggiunto il crinale prosegui in quota, con saliscendi, tratti sassosi alternati a terrosi in mezzo a fitte macchie di pino mugo.

Radure con parete nord del Monte Pelmo.

Ti osservano le Rocchette sulla sinistra, la parete nord del Pelmo a destra, in fondo a est il monte Antelao con il gruppo del Sorapìss e la Croda Marcora.

Attraversi qualche circo ghiaioso e un letto di torrente in secca molto scavato dove dovrai scendere sul fondo e risalire cercando la parte più agevole. Anche qui forse sarebbe meglio migliorare la segnaletica.

Un tratto del sentiero 436 alla base delle Rocchette, con una colata di ghiaia che ha invaso il sentiero.

In località Sorarù a quota 1997 trovi l’incrocio con il sentiero 455, con relativa tabella segnavia. Il 458 scende verso il Taulà de Ciampe e il Taulà de la Regoiétes.

Vista dal sentiero 436 verso sud. Sullo sfondo, al centro, il Monte Rite.

Anche in questo punto potresti accorciare l’anello Serdes Malga Prendera, per arrivare a Senes tramite sentiero 455 e 458 senza passare per il monte Sentinella. Tuttavia ti perderesti uno dei tratti più panoramici di questo anello Serdes Malga Prendera.

Continua dunque sul 436 e raggiungi un’ampia radura a quota 1.950 circa, in località Cianpolongo.

Cianpolongo: ampie radure intorno a quota 1.900.

Da qui il sentiero perde rapidamente quota a zig zag fino ai 1.715 di località Taulà de la Frates. È una radura erbosa dove si distacca il sentiero 459 che scende a Chiappuzza. Attraversa invece la radura verso sud e al limitare ritrovi i segnavia del sentiero 436.

Ora ti trovi di nuovo in una delle sorprendenti creste di questo anello, in un bosco diradato dagli schianti di Vaia e fortunatamente ripristinato per un’ottima percorribilità. Dico cresta soprendente perché si infila verso il centro della valle del Boite offrendo molti squarci di panorama. Paradossalmente il sentiero, liberato dai molti schianti, ha guadagnato in visibilità.
Arrivi a Cioupa de Duòe, quota 1633, altra radura erbosa.
Ora una ripida rampa, sempre in cresta, poi alcuni saliscendi, e ottimo panorama su Pelmo a Sud ovest, Valle del Boite a sud, Sorapìss e Antelao a est e conca di Cortina e Tofane a Nord. Desideravi altro?
Sulla cima del Monte Sentinella il palo segnavia è stato ripristinato. Prosegui verso est nord est ma in corrispondenza di una piccola radura il sentiero vira verso sud, poco sotto quota 1500. Attenzione a questo punto: per qualche tratto non ho visto segnavia e mi sono orientato a vista. Da qui in poi c’è qualche albero a terra ma facilmente superabile.
Quando si inizia a scendere sul versante a sud c’è ancora un cambio di direzione verso est nord est che non ho visto immediatamente, intorno a quota 1400. Forse questo è un altro punto dove migliorare la segnaletica. Discesa nel bosco fino alla capanna con fontana. 5 minuti e sei nella piana di Senes.

Chiusura dell’anello Serdes Malga Prendera: dall’Alpe di Senes a Serdes per sentiero nel bosco

Dal Rifugio Larin puoi raggiungere Serdes in 20 minuti. Oltrepassa il Ristorante Rifugio Larin e scendi per il prato in direzione Antelao: è la vecchia pista di sci. Palo segnavia. Curva a destra. A metà della successiva curva a sinistra un palo segnavia ti indica un sentiero che si stacca sulla destra. Arrivi subito ad una strada forestale. Guarda oltre: su un abete una indicazione “Serdes” ed un sentiero che scende al Ru de Ciauzìa. Attraversa il Ponte de Scarazès ricostruito nel 2023, e prosegui lungo la strada nel bosco recentemente allargata con pala meccanica. Tieni la sinistra e arrivi ad una piccola conca erbosa che attraversi sulla sinistra fino alla mangiatoia per i cervi. Qui, al limitare di una seconda conca erbosa, trovi un bivio con palo segnavia per scendere al ponte sul Boite, quindi San Vito, che si inoltra nel bosco sul versante destro del torrente.
Tuttavia, se vuoi chiudere l’anello rientrando al villaggio di Serdes, tieni la destra verso il gruppo di case e in 2 minuti sei di nuovo a Serdes. Raggiungi la piazzetta con la chiesa e la fontana, dove potrai rinfrescarti in pace e chiudere perfettamente l’anello iniziato al mattino.
L’anello Serdes Malga Prendera si chiude in 6 ore 30 di cammino senza contare le pause.

Scheda tecnica dell’escursione

Se sei già iscritto alla newsletter troverai il link alle schede tecniche nell’ultima newsletter ricevuta.

Hai apprezzato questo articolo?
Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

L'articolo Anello Serdes Malga Prendera proviene da VacanzeDolomiti.com.

]]>
https://www.vacanzedolomiti.com/2024/07/14/anello-serdes-malga-prendera/feed/ 0
Da Serdes ai laghetti di Polentaia https://www.vacanzedolomiti.com/2020/08/13/da-serdes-ai-laghetti-di-polentaia/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/08/13/da-serdes-ai-laghetti-di-polentaia/?noamp=mobile#comments Thu, 13 Aug 2020 07:04:20 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1654 Una delle cose che ho imparato portando i miei figli a camminare sulle Dolomiti è che occorre abituarli per gradi. Hai alle spalle 20 o 30 anni di escursioni? Questa passione non passa automaticamente ai figli. Si entusiasmeranno se sarà per loro una scoperta piacevole. Così poi potranno collegare la Leggi tutto

L'articolo Da Serdes ai laghetti di Polentaia proviene da VacanzeDolomiti.com.

]]>
Una delle cose che ho imparato portando i miei figli a camminare sulle Dolomiti è che occorre abituarli per gradi. Hai alle spalle 20 o 30 anni di escursioni? Questa passione non passa automaticamente ai figli. Si entusiasmeranno se sarà per loro una scoperta piacevole. Così poi potranno collegare la fatica della salita a delle esperienze felici, un ricordo molto più duraturo dello sforzo (inevitabile!) del cammino.

Il punto di partenza è la piazzetta di Serdes, San Vito di Cadore

La passeggiata ai laghetti di Polentaia è un percorso breve, leggero, che può occupare anche solo 2-3 ore di una mezza giornata libera, se sei già in zona del Cadore o Cortina d’Ampezzo. In questo modo puoi “costruire” una esperienza piacevole e poco faticosa per abituare i bambini all’ambiente del bosco e dei sentieri.

Il laghetto di Polentaia superiore (o de fòra)

Perché sono interessanti i laghetti di Polentaia? Sono a bassa quota (1.200 metri circa), quindi facilmente raggiungibili a piedi. Sono in una zona poco conosciuta e quindi poco frequentata. Soprattutto, non ci sono indicazioni per raggiungerli, nemmeno sul posto. È una zona umida, con due laghetti, in un catino erboso, un tempo pascolo curatissimo.

Laghetto superiore con vista sulle Rocchette

Raggiungi la piazzetta di Serdes, San Vito di Cadore, dove c’è la chiesetta di San Rocco. Puoi arrivarci con l’auto, in bici dalla pista ciclabile delle Dolomiti oppure a piedi seguendo, da San Vito, le indicazioni per Serdes e i pascoli di piano.

Avvicinandoti con cautela e opportuno abbigliamento protettivo alla zona umida potrai osservare bellissime farfalle

Dalla piazzetta di Serdes in mezz’ora (un’oretta se vuoi camminare lento con i bambini) raggiungi i laghetti di Polentaia. Il percorso, come dicevo, è breve, ma non è segnalato! Ci sono diversi bivi e so di persone che hanno girato e girato senza trovarli. Per questo sto preparando un ebook “Escursioni nelle Dolomiti con i bambini” dove inserirò anche la guida passo passo per arrivare ai laghetti di Polentaia, senza perdersi.

Il laghetto inferiore (o de ize)

Come si presenta il luogo? Ho girato un breve video che consente di vedere il posto. In un colpo solo, se ti porti sul costone erboso a est dei laghetti, hai la vista su monte Pelmo, sulle Rocchette, e sul monte Antelao.

Il costone erboso che si trova a est dei laghetti è il punto ideale per una osservazione in sicurezza

Va ricordato che tutta questa zona è proprietà privata: consiglio quindi di restare sui sentieri. La zona umida intorno ai laghetti è coperta da erbe alte che nascondono l’acqua: è meglio non avvicinarsi per non caderci dentro (sotto c’è fango e quindi il piede sprofonda).

Ecco come si presenta al primo sguardo la zona dei laghetti di Polentaia: da qui non si vedono ancora.

Nell’erba alta vicino all’acqua possono esserci delle bisce. Meglio quindi abbigliarsi con scarponi da montagna, pantaloni lunghi e bastoncini per tastare il terreno e osservare i laghetti dall’alto.

Ecco una immagine scattata verso est, con l’Antelao sullo sfondo.

Il posto è bellissimo e merita una visita, soprattutto se ami la natura, i suoi suoni, ed ami scoprire angoli inusuali. Non è un luogo attrezzato da un punto d ivista turistico: non c’è una panchina, un tavolo picnic, nulla. Infatti tutta l’area è proprietà privata (diversi proprietari hanno porzioni differenti). Come hai potuto notare non è nemmeno indicato da cartelli. Il pensiero, forse, è che si vorrebbe preservarlo così un po’ selvaggio.

A mio parere, i laghetti di Polentaia meritano di essere preservati, ma così sono troppo poco fruibili: vengono citati qua e là ma non si sa come raggiungerli.

Per questo a breve pubblicherò in un nuovo ebook l’itinerario passo passo con foto per raggiungere i laghetti di Polentaia.

Scheda tecnica dell’escursione

Se sei già iscritto alla newsletter troverai il link alle schede tecniche nell’ultima newsletter ricevuta.

Hai apprezzato questo articolo?
Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

Hai apprezzato questo articolo?
Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

L'articolo Da Serdes ai laghetti di Polentaia proviene da VacanzeDolomiti.com.

]]>
https://www.vacanzedolomiti.com/2020/08/13/da-serdes-ai-laghetti-di-polentaia/feed/ 2