La Sentinella da San Vito di Cadore per Serdes: non troverai altrove questo semplice itinerario. Da una rapida ricerca in internet ho notato infatti che viene descritto solamente a partire dall’Alpe di Senes e in genere senza immagini.

Monte Pelmo visto da La Sentinella

Io invece parto a piedi da San Vito di Cadore, mi godo l’avvicinamento nel bosco, evitando sia l’auto che la strada asfaltata. A partire da questa escursione troverai in area riservata la traccia GPS, con le mie note esportate dall’app GeoResQ.

Ultimi prati dopo il villaggio di Serdes e prima di entrare nel bosco.

Scrivo dopo le nevicate pre-olimpiche di inizio febbraio 2026 ma a gennaio, al momento dell’escursione, il paesaggio era asciutto. Per questa volta parto da Serdes, dato che i lavori per la circonvallazione di San Vito di Cadore rendono ancora incerti i percorsi pedonali per passare all’altra riva del fiume Boite.

La valle verso sud poco sotto il Ristorante Rifugio Larin.

Dal ponte di Serdes, raggiungi il villaggio di Serdes, attraversalo e superalo in direzione nord, non verso il Monte Pelmo, non verso il sentiero 470: subito prima della chiesetta di San Rocco dovrai tenere a destra. Oltre gli ultimi pascoli prima del bosco, segui per il sentiero 436, tenendo sempre la destra fino al Ponte dei Scarazés. Poi con breve zig-zag nel bosco raggiungi la vecchia pista di sci e poi il Ristorante Rifugio Larin. Questo è il tratto meno noto dell’itinerario e recentemente è stata aggiornata la segnaletica. Dovresti trovare quindi facilmente il percorso.

Ristorante Rifugio Larin

Cosa cambia in un itinerario escursionistico tra estate e inverno? Così pensavo lungo il cammino. Di solito documento solo escursioni estive.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Alpe di Senes

Cambia la luce. L’inclinazione dei raggi solari. Le ore di luce. La luce tesa anche a mezzogiorno. Per un appassionato di fotografia anche luoghi già noti cambiano aspetto.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Crocifisso tradizionale con Cima Belprà

Ma mi sono distratto: sei arrivato al Ristorante Rifugio Larin? Con breve tratto di strada asfaltata nel bosco prosegui oltre il Ristorante Rifugio Senes e raggiungi la cappella degli Alpini. Da qui noti benissimo, sulla sinistra, la roccia che si innalza nel bosco: è la Sentinella (vedi foto qui sotto).

La Sentinella da San Vito di Cadore
La cappella degli Alpini

Da qui oltrepassa la cappella sulla destra, prosegui verso nord e dopo pochi passi dopo trovi il sentiero che si distacca dalla strada forestale. Qui trovi un altro segnavia.

È vero che d’inverno ci sono meno ore di luce, ma ho notato che la luce bassa e tesa è perfetta per delle foto ben contrastate, soprattutto al mattino. Nel bosco la luce bassa facilita poi la visione dei dettagli e dei segnavia, il che non guasta.

Sul crinale verso la Sentinella

D’inverno cambia anche la condizione del bosco: se è a prevalenza di latifoglie, come i faggi, la mancanza di fogliame permette una maggiore visibilità dell’itinerario.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Primo panorama usciti dal bosco: San Vito e monte Antelao.

Se non c’è neve, il fogliame copre i sentieri che per la frequenza ridotta sono meno visibili. Infatti ad un certo punto ho perso il sentiero. L’ho cercato con l’app GeoResQ: mi ero spostato di pochi metri ma già non mi trovavo più rispetto ai miei ricordi estivi. Uscito dal bosco, si apre il panorama su Antelao e San Vito. Sei quasi sul crinale. Poco dopo un breve slargo, senza piante: c’è una netta svolta a sinistra, verso ovest, ed è bene ricordarsi bene il punto, perchè più d’uno, me compreso, al ritorno, ha proseguito giù dritto, perdendo molto tempo poi per risalire. Ma se tieni d’occhio la traccia GPS non c’è problema.

Monte Pelmo.

Quindi credo che – almeno nel bosco – con la maggiore visibilità invernale sia più facile sia perdersi che trovare scorciatoie.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Sul crinale verso la Sentinella.

Sul crinale c’era un po’ di neve. Ottima vista verso il Pelmo, a sud-ovest e qualche scorcio verso nord sulla conca ampezzana. Il nome La Sentinella ricorda proprio che l’altura era un punto di avvistamento, quando dalla parte di Ampezzo potevano arrivare nemici.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Sembra il plastico di una montagna con le curve di livello e invece è l’attacco di due rami in un larice rinsecchito.

D’inverno la temperatura cambia e naturalmente occorre vestirsi con l’abbigliamento invernale, a strati. Conseguenza del freddo, cambia anche il terreno. Anche negli inverni poco innevati il ghiaccio può essere in agguato ovunque. Durante questa escursione il terreno sembrava autunnale, con pochi tratti innevati, ma occhio al ghiaccio che è insidioso.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Segnavia sulla Sentinella: se prosegui per il sentiero 436 arrivi a Prendera, Mondeval e Passo Giau.

Quindi d’inverno cambia il tipo di luce, il clima evidentemente, il terreno, anche in funzione dell’innevamento. In sintesi, raggiungere la Sentinella da San Vito di Cadore anche d’inverno occupa mezza giornata e riesci a tornare per pranzo. Ricorda: scarponi da escursione e bastoncini.

La luce di un mattino invernale mette in risalto l’effetto dei recenti crolli dalla cima del Marcora.

Mentre scrivo sono iniziate le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, benedette da nevicate in zona Cesarini, ma mentre salivo e guardavo verso la conca ampezzana temevo uno scenario povero di neve. Nel 1951 ci furono fenomenali nevicate durante l’inverno mentre a ridosso delle Olimpiadi invernali di Cortina 1956 mancava la neve. Le mie fonti, residenti in valle nati negli anni ’40 e quindi testimoni diretti, ricordano che furono mandati gli alpini al Passo Giau a raccogliere neve con i badili e portarla sulle piste.

La Sentinella da San Vito di Cadore
Dalla Sentinella vedi emergere da Forcella Forada il Monte Civetta (sulla destra).

Per festeggiare le Olimpiadi, l’apertura delle gallerie a Valle di Cadore e a Tai di Cadore, solo per questa escursione, pubblico in chiaro la scheda tecnica, da oggi anche con traccia GPS. In questo modo anche se non sei iscritto alla newsletter puoi vedere come chiudo il resoconto delle mie escursioni.

Cima Belprà (al centro) e cima Scotèr.

I resoconti delle mie escursioni, alcune semplici altre impegnative, non sono scritti per esperti alpinisti ma per chi ama la montagna e desidera avventure, anche in itinerari nuovi, alla portata delle proprie capacità.

Scheda tecnica dell’escursione a La Sentinella da San Vito di Cadore

L’escursione in sintesi

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Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

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