Rifugio Maniago Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/tag/rifugio-maniago/ Prepara la tua escursione con noi Thu, 23 Jul 2026 08:50:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.10 https://www.vacanzedolomiti.com/wp-content/uploads/2017/05/cropped-vacanze_dolomiti_logo_300-3-32x32.jpg Rifugio Maniago Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/tag/rifugio-maniago/ 32 32 Anello Rifugio Maniago e ritorno per Casera Galvana https://www.vacanzedolomiti.com/2026/07/23/anello-rifugio-maniago/ https://www.vacanzedolomiti.com/2026/07/23/anello-rifugio-maniago/?noamp=mobile#respond Thu, 23 Jul 2026 08:29:02 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=4233 Anello Rifugio Maniago: un itinerario dal Rifugio Casera Mela e ritorno per ricovero Casera Galvana. Ho già descritto l'escursione al Rifugio Maniago con partenza da Erto ed uno dei possibili ritorni passando per Casera Bedin e Rifugio Cava Buscada.

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Anello Rifugio Maniago: un itinerario dal Rifugio Casera Mela e ritorno per ricovero Casera Galvana. Ho già descritto l’escursione al Rifugio Maniago con partenza da Erto ed uno dei possibili ritorni passando per Casera Bedin e Rifugio Cava Buscada.

Anello Rifugio Maniago
La partenza nei pressi del Rifugio Casera Mela; sullo sfondo il Col Nudo.

Era una giornata nuvolosa ed avevo scattato pochissime foto. In una domenica di inizio maggio, quest’anno 2026, ho invece goduto di una giornata tersa che qui documento con 12 foto e, nella galleria di immagini, con altre 12 foto per un totale di 24 immagini originali dell’anello Rifugio Maniago.

Anello Rifugio Maniago
Le grave: attraversamento del largo letto del torrente Zemola.

Il percorso per il Rifugio Maniago è agevole, senza punti esposti e con la possibilità di seguire il sentiero 374 oppure la strada forestale che sale con pendenza più agevole nel bosco. Segnalo che in valle il mio telefonino non aveva campo (nessuna tacca); consiglio quindi di dotarsi di carta topografica della zona per percorrere questo anello Rifugio Maniago.

Anello Rifugio Maniago
La strada forestale alternativa al sentiero 374

Giunti in alto domini tutta la Val Zemola: qui sotto i Monti Sterpezza (a sinistra, m. 2.2215) e Palazza (m. 2.210).

Anello Rifugio Maniago

Eccoci al Rifugio Maniago sotto la parete del Duranno (a sinistra). Nel mese di maggio ho incontrato i nuovi gestori del Rifugio Maniago che ho intervistato.

Anello Rifugio Maniago

Anello Rifugio Maniago: sentiero 908

Proseguiamo verso ricovero Casera Galvana lungo il sentiero 908. L’itinerario attraversa diversi canali che a inizio maggio erano ancora coperti di neve.

Anello Rifugio Maniago

Ad ogni canalino scendi di quota e poi risali. Il panorama è stupendo su tutta la Val Zemola: qui sotto una vista della Spalla del Duranno sopra il bosco che si sta rigenerando con il verde delicato delle foglie di faggio appena sbocciate.

Anello Rifugio Maniago

Il sentiero nel bosco è ben segnalato: il bosco è rado e la visibilità è ottima.

Anello Rifugio Maniago

Poco prima del ricovero Casera Galvana l’ultima rampa che, dopo pranzo, può risultare impegnativa. Per questo forse la direzione migliore di questo anello è inversa a quella che ho percorso.

Anello Rifugio Maniago

Da ricovero Casera Galvana (m 1.613) guadagni una superba vista sulla parete sud del Monte Duranno.

Allargando la visuale, ecco a sinistra la Spalla del Duranno dove passa il Sentiero Zandonella, una delle prossime escursioni.

Da ricovero Casera Galvana la discesa nel bosco ha una pendenza regolare e conduce senza difficoltà a ricongiungersi al sentiero 374 a quota 1.203. Se percorri l’anello a ritroso, attraversato il torrente Zemola in località Le grave (vedi seconda foto), attraversa quasi subito anche l’altro ruscello, in direzione est fino a trovare il segnavia sul versante opposto.

Scheda tecnica dell’escursione

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Gestori Rifugio Maniago https://www.vacanzedolomiti.com/2026/05/25/gestori-rifugio-maniago/ https://www.vacanzedolomiti.com/2026/05/25/gestori-rifugio-maniago/?noamp=mobile#respond Mon, 25 May 2026 17:09:47 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=4022 A inizio maggio i rifugi sono di solito chiusi. Quando sono arrivato al Rifugio Maniago ed ho visto gente all’opera, ho voluto intervistare i nuovi gestori. Chi sono i nuovi gestori del Rifugio Maniago e cosa stanno preparando per la stagione estiva 2026 Enrico Tiziano Belli: Oggi, 2 maggio 2026, Leggi tutto…

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A inizio maggio i rifugi sono di solito chiusi. Quando sono arrivato al Rifugio Maniago ed ho visto gente all’opera, ho voluto intervistare i nuovi gestori.

Chi sono i nuovi gestori del Rifugio Maniago e cosa stanno preparando per la stagione estiva 2026

Enrico Tiziano Belli: Oggi, 2 maggio 2026, siamo al Rifugio Maniago con Valeria Buset e Federico Tonello, i nuovi gestori del Rifugio a quota 1730 metri, in Val Zemola.  Da quanto tempo gestite il Rifugio?

Gestori Rifugio Maniago

Federico Tonello: Formalmente da un mese. 

Enrico Tiziano Belli: Siete nuovi, allora.  In bocca al lupo per la stagione.  Vedo che state lavorando molto qui intorno, cosa state preparando?

Valeria Buset: Oggi sono presenti anche i volontari della sezione CAI Maniago, proprietaria del rifugio, insieme a numerosi amici che hanno risposto alla nostra chiamata.  In questi mesi di preparazione ci stiamo occupando di diversi adeguamenti normativi legati alla sicurezza e all’igiene che, rispetto a trent’anni fa, sono cambiati.  Stiamo facendo le pulizie d’ingresso e, con il supporto della sezione, seguiranno lavori più importanti per la cucina.  Siamo in piena fase di subentro. 

Gestori Rifugio Maniago

Enrico Tiziano Belli: Quali sono i servizi che offrirete agli escursionisti? 

Federico Tonello: Offriamo il pernottamento per chi percorre le Alte Vie o giri lunghi, con il servizio della colazione.  C’è poi il servizio del pranzo dedicato a chi è di passaggio in giornata.  I sentieri qui sono molto belli e ben segnati.

Valeria Buset: Si può fare l’intero anello collegandosi a Casera Bedin fino al rifugio Cava Buscada.  Per scendere si può usare la strada oppure, per chi ha più fretta ed è più esperto, il sentiero della cremagliera, che è molto più ripido e diretto.

Federico Tonello: C’è sentieristica per ogni esigenza.  I percorsi più semplici richiedono comunque un minimo di allenamento per i dislivelli, mentre i percorsi alpinistici sono destinati a chi ha più esperienza e attrezzatura adeguata. 

Enrico Tiziano Belli: Oggi siamo proprio facendo un anello e torneremo per Casera Galvana. Come è il percorso? 

Federico Tonello: È un sentiero che sta abbastanza in costa, un “dentro e fuori” tra i vari canali della valle.  Non presenta grossi dislivelli.  In questo periodo la sinistra orografica della valle è quella che libera più tardi la neve, quindi se ne trova ancora un po’, ma non è una situazione rischiosa o pericolosa.   

Valeria Buset: Confermo, anche nello scorso weekend gli escursionisti che sono arrivati da quella zona non hanno segnalato criticità particolari.   

Enrico Tiziano Belli: Uno degli obiettivi di VacanzeDolomiti.com è aiutare le persone a scegliere l’itinerario adatto alle proprie forze, senza strafare e senza farsi male.  Qual è il vostro consiglio per chi frequenta questa zona?   

Federico Tonello: Come dicevamo, i punti medio-bassi come la cava o le casere sono facili.  I punti più delicati sono la Forcella Duanno e la Forcella della Spalla del Duranno.  Sulla forcella della spalla c’è un cavo che aiuta nella risalita, ma bisogna prestare attenzione soprattutto in discesa perché il terreno è sdrucciolevole a causa di sassolini molto fini. Di là, sulla forcella della spalla, c’è un canalino da risalire un po’ a sentimento perché non esiste una traccia univoca.  Sono circa 20 o 30 metri di passaggio dove serve molta attenzione. 

Valeria Buset: Poi c’è il sentiero alpinistico Zandonella.  Attraversa tutta la parte alta della valle su un sistema di cenge, chiamate Portelline d’Uditia, che si affacciano anche verso il Cadore.  Non è una ferrata ma un sentiero alpinistico con molti tratti esposti che richiedono piede fermo, senso dell’orientamento e attrezzatura. 

Federico Tonello: Il mio consiglio per lo Zandonella è di percorrerlo in senso orario partendo da Casera Bedin.  Questo permette di affrontare il canalone con il fresco del mattino e di fare i tratti attrezzati in salita, il che è più divertente per chi ama arrampicare un po’.  Suggerisco però di aspettare ancora un paio di settimane affinché la neve nei canalini a nord si sciolga completamente. 

Enrico Tiziano Belli: Grazie mille e in bocca al lupo per la stagione estiva. 

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Rifugio Cava Buscada dal Rifugio Maniago e rientro al Rifugio Casera Mela https://www.vacanzedolomiti.com/2025/11/14/rifugio-cava-buscada-dal-rifugio-maniago/ https://www.vacanzedolomiti.com/2025/11/14/rifugio-cava-buscada-dal-rifugio-maniago/?noamp=mobile#respond Fri, 14 Nov 2025 17:18:06 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=3662 Rifugio Cava Buscada dal Rifugio Maniago: è la seconda parte dell’itinerario ad anello in Val Zemola che descrivo in questo articolo. Il rientro è al Rifugio Casera Mela. È un itinerario che ho svolto nel 2022 ma solo ora ho potuto ripescare i miei appunti dal registratore digitale che porto Leggi tutto…

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Rifugio Cava Buscada dal Rifugio Maniago: è la seconda parte dell’itinerario ad anello in Val Zemola che descrivo in questo articolo. Il rientro è al Rifugio Casera Mela.

Rifugio Cava Buscada


È un itinerario che ho svolto nel 2022 ma solo ora ho potuto ripescare i miei appunti dal registratore digitale che porto con me nelle escursioni. Ho riascoltato tante volte i commenti audio che ho fatto durante l’escursione che mi si è stampata nella mente.

Ma in seguito ho letto il libro di Mauro Corona “Nel legno e nella pietra”, che vi consiglio caldamente: è una raccolta di racconti, di cui molti ambientati proprio in Val Zemola. Ho così potuto conoscere la storia della Cava Buscada, dei suoi lavoratori, tra cui lo stesso Mauro Corona.

Sentiero 381

Prima di ripartire dal Rifugio Maniago, quindi, ho guardato la carta topografica: per non rientrare direttamente a Casera Mela per il sentiero 374, quello dell’andata, ho cercato un itinerario alternativo ed ho notato il sentiero 381 che prometteva di mantenere la quota dei 1700 metri già raggiunta e portarci al Rifugio Cava Buscada senza dislivelli e senza grandi sforzi.

La realtà è stata diversa per tre motivi: primo, il tratto fino a Casera Bedin di sopra, anche se gradevole, ombroso, su morbido sentiero nel bosco, presenta diversi saliscendi. Il secondo motivo era che i miei accompagnatori erano vigorosi quindicenni dalle gambe svelte. Il terzo motivo è stato lasciare che fossero loro a dare l’andatura.

Rifugio Cava Buscada
Monte Duranno con cappello di nuvole

Quindi, il sentiero 381 dal Rifugio Maniago in direzione di Casera Bedin di sopra mantiene genericamente la quota sui 1.700 metri, per circa 4 km, ma sale e scende diverse volte. Il sentiero descrive un semicerchio e ci porta finalmente in una radura da cui vediamo nuovamente il Rifugio Maniago. Nei miei appunti cito un nevaietto appena sopra il rifugio (era il mese di luglio 2022) ma nella foto qui sopra in realtà non lo vedo più. C’era molta foschia quel giorno e in questi casi scatto poche foto.

Casera Bedin di sopra

Poco prima di casera Bedin abbiamo incrociato un ruscelletto, utile per ripristinare le scorte di acqua.

Rifugio Cava Buscada
Casera Bedin di sopra m. 1.711.

Casera Bedin non ha servizi, non è gestita, ma è stata ristrutturata come locale di ricovero di emergenza. È dotata di tavolo e di assi letto; intorno c’è una bella radura affacciata sulla Val Zemola. Da qui, specifica la carta topografica Tabacco, c’è una traccia di sentiero che porta in fondo valle passando per Casera Bedin di sotto (non abbiamo percorso questo sentiero, quindi non so dirvi com’è).

Casera Bedin di sopra merita una pausa (così ho spiegato ai miei vigorosi accompagnatori, in realtà volevo riprendere fiato).

Rifugio Cava Buscada

Da qui il sentiero 381 continua – stavolta veramente – in quota fino a incontrare la strada sterrata che dal Rifugio Casera Mela sale al Rifugio Cava Buscada. Basta svoltare a destra e salire. La strada passa attraverso una galleria scavata nella roccia e finalmente siamo a quota 1750 del rifugio Cava Buscada.

Ex cava Buscada

Proseguendo sulla strada, dopo un altro tornante, arriviamo alla ex Cava Buscada, dove sono rimasti blocchi di marmo rosso massi tagliati col filo elicoidale: restano lì a testimonianza del passato.

Rifugio Cava Buscada

Davanti alla cava, bella vista su tutta la Val Zemola e sull’erbosa Palazza. A questo punto è opportuna una citazione dal libro di Mauro Corona:

“Siamo saliti sulla vetta della Palazza. Era di pomeriggio. Sulla cima di calcare bianco, che il lavorio del vento ha reso simile a una mandibola di mostro preistorico, venti camosci guardavano l’orizzonte. Si godevano l’ultimo sole pensando forse alle difficoltà dell’inverno imminente”.

Mauro Corona, Nel legno e nella pietra.
Rifugio Cava Buscada
La roccia di marmo rosso: ce n’era da scavare.

I blocchi di marmo sono piuttosto impressionanti.

Per il rientro al Rifugio Casera Mela consiglio di tornare per la strada sterrata. Per la cronaca, però, non abbiamo seguito il consiglio che do a te, gentile lettore. Eravamo in forze, la giornata era bella, il tempo stabile, avevamo ai piedi scarponi come si deve, bastoncini in mano e gambe ben allenate, e soprattutto non volevamo fare il lungo giro della strada.

Una scorciatoia sconsigliata lungo il percorso della cremagliera

Così ho cercato e trovato il sentiero che scende a zig-zag nel bosco, molto ripido nel primo tratto. Si trova appena davanti alla fontana che c’è prima di scendere al Rifugio Cava Buscada. Nel primo tratto perde rapidamente quota nel bosco, è molto ripido, ma più in basso la pendenza si riduce. In diversi punti si incrociano i resti della cremagliera che i lavoratori di Cava Buscada usavano per portare a valle i blocchi di marmo. Ho notato diverse traversine di larice e anche un tratto di binario in legno.

Mauro Corona in Val Zemola e alla Cava Buscada

Qui mi viene un brivido pensando ad uno dei racconti di Mauro Corona che, una volta, sabotò la cremagliera per vedere come i blocchi di marmo sarebbero scesi a valle in caduta libera! Ti lascio la curiosità di andare a leggere come è andata a finire.
A questo punto, se non hai letto nulla di Mauro Corona e ti piace vivere la montagna anche nella sua storia, ti riassumo da alcune fonti internet un breve profilo della relazione dello scrittore con questi luoghi:

Mauro Corona cita ampiamente la Val Zemola e la Cava Buscada nei suoi scritti, soprattutto riferendosi alla sua esperienza personale come scalpellino nella cava di marmo del Monte Buscada. Nei suoi libri racconta la dura vita lavorativa in quella cava, la cremagliera usata per far scendere i blocchi di marmo, e il legame profondo con la zona e le montagne circostanti, tra cui la Val Zemola e il Rifugio Maniago. Mauro Corona lavorò come manovale a Maniago e successivamente come scalpellino nella cava di marmo del Monte Buscada, descrivendo il duro lavoro e i cambiamenti dovuti all’automazione e alla chiusura della cava negli anni ’80. Nei suoi racconti emergono immagini della cremagliera usata per trasportare i blocchi di marmo e della vita nella cava.

https://www.maurocorona.it/la-vita/

Un motivo in più per tornare in Val Zemola.

Al termine del sentiero nel bosco raggiungiamo la strada sterrata e dopo poco siamo di nuovo al Rifugio Casera Mela. Il tempo totale dell’anello è stato di circa 7 ore, senza difficoltà particolari se non la lunghezza. Tieni conto che siamo partiti da Erto, quindi 40 minuti più a valle, e non dal Rifugio Casera Mela.

Scheda tecnica dell’escursione

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Rifugio Maniago da Erto per Val Zemola https://www.vacanzedolomiti.com/2022/07/19/rifugio-maniago-da-erto-per-val-zemola/ https://www.vacanzedolomiti.com/2022/07/19/rifugio-maniago-da-erto-per-val-zemola/?noamp=mobile#comments Tue, 19 Jul 2022 17:25:24 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2290 Lasciamo la macchina poco sopra Erto e percorriamo a piedi il tratto fino al Rifugio Casera Mela. Questo si rivelerà poi una fatica evitabile, perché avremmo potuto risparmiarci 40 minuti di cammino proseguendo con l’auto fino al Rifugio Casera Mela. Qui c’è parcheggio e da qui consiglio di iniziare questa Leggi tutto…

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Lasciamo la macchina poco sopra Erto e percorriamo a piedi il tratto fino al Rifugio Casera Mela. Questo si rivelerà poi una fatica evitabile, perché avremmo potuto risparmiarci 40 minuti di cammino proseguendo con l’auto fino al Rifugio Casera Mela. Qui c’è parcheggio e da qui consiglio di iniziare questa facile escursione al Rifugio Maniago.

Scheda aggiornata 20/8/2025

Rifugio Maniago
Rifugio Maniago

È la mia prima volta nelle Dolomiti Friulane e mi guardo intorno con curiosità. Osservo la Val Zemola: cime, vallette, boschi, qualche radura, ma soprattutto erti pendii (e non a caso il paese da cui partiamo si chiama Erto). Mi viene da pensare che una volta la vita qui fosse molto più “erta” di adesso.

Partiti a piedi da Erto, tuttavia, abbiamo potuto vedere dall’alto la frana del monte Toc, quella che ha causato il disastro del Vajont. Qui lo chiamano Monte Patòc, che significa marcio (un nome premonitore). La vista è veramente impressionante.

È una giornata afosa di giugno, con foschia, ed infatti scatto poche foto, anche perché il percorso è ben documentato in diversi siti (trovi alcuni collegamenti nella scheda tecnica).

Rifugio Maniago
Il Monte Duranno e l’alta Val Zemola

Intorno al Rifugio Casera Mela radure erbose e compatte pareti incombenti: da qui si apre l’alta Val Zemola, ricca di acque, che fa da sfondo ai racconti di Mauro Corona.

Seguiamo la strada forestale in direzione del Rifugio Maniago; poco dopo entriamo in un bosco di faggi e abeti, profumato di resina. Il sentiero è terroso e adatto anche a famiglie con bambini, e anche in seguito non presenta pendenze ripide né difficoltà particolari, perlopiù in ombra e adatto quindi a godere della frescura nelle giornate più calde.

Ora una leggera discesa ci porta, lungo una ripida riva boscosa, al letto del torrente Gé di Pezzé, oggi asciutto, che attraversiamo.

Il passaggio dalla strada forestale al sentiero nel bosco oggi mi ha provocato la strana sensazione non di essere evaso dalla routine della vita moderna ma di essere finalmente rientrato in una condizione normale, fatta di terra, erba, cinguettii, cime, ruscelli. Questa prima parte della Val Zemola mi porta il senso di tempi remoti come se avessi sempre vissuto camminando nel bosco.

Oltre il torrente, il sentiero ora sale, prima su una pista sassosa e poi nel bosco, dopo aver attraversato verso sinistra il torrente Gé de Bozzia, ricco di acqua anche in questa estate siccitosa.

Rifugio Maniago
Ecco la Val Zemola vista dal Rifugio Maniago. La cima sulla destra è La Palazza

Dopo aver raggiunto località Casera Pezzei, attraversiamo in salita leggera un bosco ombroso di giovani faggi, ben distanziati l’uno dall’altro, e camminiamo sul morbido tappeto di foglie secche. Il sole filtra tra alcuni rami creando begli effetti di chiaroscuro. Non so perché prendo il telefonino ma noto che qui non ha campo. Mi fa ricordare che in montagna è opportuno camminare insieme e non confidare troppo nella tecnologia.

La radura davanti al Rifugio Maniago

Quando nel bosco si diradano i faggi e prevalgono gli abeti rossi e i pini mughi, siamo alla fine della salita. Poco dopo, usciti dal bosco, incrociamo il sentiero 381 che prendiamo verso destra e poco dopo arriviamo al Rifugio Maniago, prima meta dell’escursione di oggi. Non rientreremo per la stessa strada, infatti, ma proseguiremo verso il Rifugio Cava Buscada.

Scheda tecnica dell’escursione

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