Dolomiti Bellunesi Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/category/escursioni-dolomiti/dolomiti-bellunesi/ Prepara la tua escursione con noi Fri, 11 Sep 2026 14:50:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.5.12 https://www.vacanzedolomiti.com/wp-content/uploads/2017/05/cropped-vacanze_dolomiti_logo_300-3-32x32.jpg Dolomiti Bellunesi Archivi - VacanzeDolomiti.com https://www.vacanzedolomiti.com/category/escursioni-dolomiti/dolomiti-bellunesi/ 32 32 Escursione ad anello al Rifugio VII Alpini allo Schiara https://www.vacanzedolomiti.com/2023/08/29/escursione-anello-rifugio-vii-alpini-allo-schiara/ Tue, 29 Aug 2023 15:41:55 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2782 Descrivo un’escursione ad anello al Rifugio VII Alpini che ho distribuito in due calde giornate di agosto. Avevo già provato ben due volte a raggiungere il rifugio con i bambini piccoli, una volta da Case Bortot ed una volta da Cajada, ma per tempo piovoso o affaticamento della prole avevamo Leggi tutto

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Descrivo un’escursione ad anello al Rifugio VII Alpini che ho distribuito in due calde giornate di agosto. Avevo già provato ben due volte a raggiungere il rifugio con i bambini piccoli, una volta da Case Bortot ed una volta da Cajada, ma per tempo piovoso o affaticamento della prole avevamo rinunciato. Questa volta mi sono preso due giorni, uno per l’andata ed uno per il ritorno, con pernottamento al rifugio: esperienza molto gradevole, che mi ha permesso di godermi ogni passaggio dell’escursione ad anello, senza fretta e di esplorare ogni dettaglio che mi attirava.

anello Rifugio VII Alpini
Alle 9 del mattino il sole raggiunge anche il rifugio dopo aver illuminato le crode.

Ho così potuto alzarmi presto e cercare un punto favorevole per osservare e fotografare l’alba. Qui sotto il momento in cui il sole arriva alla Gusela del Vescovà.

anello Rifugio VII Alpini

L’itinerario dell’andata è quello classico del sentiero 501 da Case Bortot, ben descritto da molti siti. Per questo non mi dilungo su questa parte e rimando ad alcune recensioni e video nella scheda tecnica. Il primo tratto, di un’ora, fino a Ponte Mariano, guadagna 100 metri di dislivello e poi discende di nuovo alla stessa quota di partenza. Il secondo tratto fino al secondo ponte a quota 1.037 sale moderatamente nel bosco. Il terzo ed ultimo tratto, in bosco ombreggiato di faggi, è chiamato esageratamente Calvario sulla carta, porta agevolmente al rifugio. Qui troverai i nuovi gestori, Chiara e Fabrizio, ai quali vanno i nostri complimenti ed auguri per il futuro (nella scheda tecnica troverai il link ad una loro video intervista nella quale descrivono bene le caratteristiche di questa parte delle Dolomiti).

anello Rifugio VII Alpini

Il sentiero 501 ha i suoi tratti avventurosi: i ponti sull’Ardo con cascatelle di acqua cristallina e i tratti in cengia, molto larga ed agevole, ma decisamente esposta a pendii boscosi quasi verticali. Per trovare nella mia memoria altri sentieri così devo ritornare alla Cengia dell’Omo, nell’escursione Dai Piani Eterni a Malga Cimonega, descritta in questo sito. Anzi, per dislivello e tempi questa escursione è un ottima preparazione all’itinerario “Dalla Val Canzoi ai Piani Eterni, Dolomiti bellunesi“. Prima di tornare al nostro anello Rifugio VII Alpini, diamo un’occhiata a questa foto verticale.

anello Rifugio VII Alpini
A sinistra della filigrana al centro, la forcella Oderz, sul sentiero 502. Al centro, in basso, al limitare del bosco, il Rifugio VII Alpini.

A sera, al rifugio, abbiamo trascorso una piacevole cena con due compagni appena conosciuti, anche loro soci del CAI. Al mattino non li abbiamo rivisti perché partivano presto per le ferrate. Una volta arrivati al rifugio, infatti, o prosegui sullo Schiara per ferrate e Alta Via n. 1 (ma non era nei nostri piani) oppure torni al punto di partenza. Ho voluto esplorare con lo sguardo le vie di accesso alternative: l’itinerario per Forcella Oderz (foto qui sopra) e sentiero 502 fino alla Stanga è indicato in 6 ore. L’altra via è verso Cajada, 3 ore. Abbiamo invece percorso forse l’anello più breve che permetta di tornare a Case Bortot.

anello Rifugio VII Alpini

Per questo itinerario di ritorno, per sentiero 505, occorre salire ancora fino a quota 1.733. La buona notizia è che guadagni una prospettiva migliore sulla Schiara, sul Burèl e sulle Pale del Balcòn. Passo al femminile, la Schiara, perché noto ora che è indicata al femminile nella carta.

anello Rifugio VII Alpini

Ci sono un paio di passaggi con cavo d’acciaio (pochi metri ognuno) su questo tratto di sentiero 505, che tuttavia meritano una citazione ed una foto.

anello Rifugio VII Alpini

La seguente forse è la foto migliore che ho ottenuto: a destra la Schiara, al centro la Gusela del Vescovà, a sinistra il Burèl e al centro le Pale del Balcòn. Al centro a sinistra, ho notato una macchia rossa in mezzo ad un terrazzamento.

anello Rifugio VII Alpini

È il bivacco Sperti, quota 2.000, che qui sotto forse si nota meglio, proprio a sinistra della scritta in filigrana.

Prima di scollinare a Forcella Pis Pilòn, osservo che la valle dell’Ardo e le forre appena sotto la Schiara sono molto profonde e veramente impressionanti: sembra che la montagna abbia fretta di scendere alla pianura. L’alta valle dell’Ardo ha quindi pendenze molto decise. Cambio di scenario invece sull’altro versante: pale e catini erborsi. Ma prima dobbiamo citare dei nostri incontri.

Abbiamo molto rallentato il passo perché ci interessava un manipolo di camosci aggrappati a impossibili precipizi. La foto non ha pretese artistiche, non ho un teleobiettivo. Ma dice in un colpo delle pareti del canalone che sale alla forcella Pis Pilòn e dell’arditezza dei suoi frequentatori.

È poco più di un puntino, al centro della foto, ma ben illuminato dal sole, il camoscio maschio che è rimasto in avvistamento durante la nostra salita alla forcella.

Siamo ora in forcella e scendiamo per sentieri terrosi in un catino erboso fino al Bivacco de la Medassa.

anello Rifugio VII Alpini
Al centro, forcella Caneva, obiettivo intermedio per chi volesse scendere a Cajada. A sinistra, si sale al Monte Pelf.

Subito dopo la forcella un bivio ben segnalato e scendiamo a destra.

anello Rifugio VII Alpini

Molto gradevole la discesa, ma sarà lunga! Circa 1.100 metri di dislivello negativo.

anello Rifugio VII Alpini
In fondo la Val Belluna.

Mi volto indietro, verso nord e guardo: qualche rado abete colonizzatore tenta di guadagnare spazio al bosco e mescola il suo verde foresta al verde chiaro dei prati. Sembra ci sia siccità. Scendendo noterò diversi larici sofferenti, già con gli aghi marrone chiaro.

anello Rifugio VII Alpini

Mi volto verso sud e vedo la netta spaccatura della valle dell’Ardo nel fitto bosco di carpini e faggi (così dicono i pannelli esplicativi del Parco).

anello Rifugio VII Alpini

Prima di inoltrarci nel lungo zig zag tra faggi schiantati e morbidi tratti di bosco coperti di foglie dello scorso autunno, un’altro felice incontro con la flora di alta montagna, a quote stranamente basse: stelle alpine intorno ai 1.500 metri.

A quota 1.340 troviamo la Capanna Bivacco de la Medassa: aperto, due tavolacci per dormire, uno per mangiare, focolare, cisterna d’acqua, aria di chiuso. Un buon riparo in caso di maltempo o acquazzone improvviso.

anello Rifugio VII Alpini
Poi giù nel bosco fino a quota 1.050: qui l’incrocio con il sentiero 511, prendi a destra e scendi. A quota 830 circa altro incrocio con il sentiero 507, prendi a destra e scendi fino a Ponte Mariano dove si chiude l’anello Rifugio VII Alpini. Ci rinfreschiamo nell’Ardo e con una sola ora, ancora, siamo finalmente a Case Bortot.

Scheda tecnica dell’escursione

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Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

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Escursione al Rifugio Sommariva al Pramperét, Dolomiti Bellunesi https://www.vacanzedolomiti.com/2023/07/09/escursione-al-rifugio-sommariva-al-pramperet-dolomiti-bellunesi/ https://www.vacanzedolomiti.com/2023/07/09/escursione-al-rifugio-sommariva-al-pramperet-dolomiti-bellunesi/?noamp=mobile#respond Sun, 09 Jul 2023 09:14:25 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2670 Ho trovato l’ escursione al Rifugio Sommariva al Pramperét e a Malga Pramper molto gradevole e poco affollata. È anche documentata da molti su internet ma – almeno nelle recensioni che ho potuto leggere, di cui troverai i collegamenti nella scheda tecnica – si parla solo della strada asfaltata e Leggi tutto

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Cima Prampèr, m. 2.409

Ho trovato l’ escursione al Rifugio Sommariva al Pramperét e a Malga Pramper molto gradevole e poco affollata. È anche documentata da molti su internet ma – almeno nelle recensioni che ho potuto leggere, di cui troverai i collegamenti nella scheda tecnica – si parla solo della strada asfaltata e non dei sentieri alternativi che salgono nel fresco del bosco. In questa recensione troverai anche le indicazioni sulle sorgenti d’acqua disponibili lungo il percorso e le foto dei pannelli segnavia che contengono preziose indicazioni sui tempi di percorrenza.

La lunga Val Balanzòla, dove scorre il torrente Prampèr, è orientata nord-sud e si approccia dalla località di Pralongo, in Val di Zoldo. Nella scheda tecnica troverai le indicazioni precise per goderti la tua escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét, con la mappa di google e le coordinate GPS, per individuare facilmente la via di accesso e i parcheggi. La strada di accesso infatti non è censita su google maps ma puoi preimpostare il navigatore con le coordinate gps contenute nella scheda tecnica. Trovi tuttavia indicazioni chiare sul posto.

Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr
Tabelle segnavia in località Castelàz.

Ho lasciato l’auto in località Castelàz, quota 996, ma è possibile parcheggiare anche più su, a Pian de la Fopa, quota 1.200. Oltre c’è il divieto per i veicoli e bisogna proprio lasciare l’auto.

Il parcheggio di Pian de la Fopa: sembra ci sia ancora posto…
Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr

Nelle recensioni che ho letto, i più procedono per la strada asfalata che porta al Pian dei Palùi, e non citano il sentiero che parte dal lato opposto al torrente, il lato destro – salendo – del parcheggio di Pian de la Fopa.

Il sentiero che sale nel bosco è molto ombreggiato, piacevole, e porta direttamente a Pian dei Palui. Sulla carta Tabacco questo sentiero non è documentato e non è nemmeno tracciato dai segnavia del CAI. Se invece sali per la strada asfaltata, poco dopo il ponte, in coincidenza con il bivio per il Rifugio Sora ‘l Sass, puoi osservare il Giaron de la Fopa, che il sito del Parco cita come “il più esteso in dislivello delle Dolomiti, circa 1.000 metri”.

Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr
Ponte e bivio per sentiero 534 che porta al Rifugio Sora ‘l Sass. Tieni la destra per Malga Prampèr.

Tutto il percorso è mediamente ombreggiato e quindi indicato anche per le giornate calde. Se segui le varianti nel bosco, la quota di ombreggiamento è ancora maggiore.

Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr

Ingrandimento dei pannelli segnavia al ponte di Pian de la Fopa.

Se dunque procedi per la strada asfaltata, e non per il sentiero, in corrispondenza del primo tornante, troverai sulla sinistra un’altra proposta di variante per il bosco che ti porta direttamente a Pian dei Palùi.

Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr

Questa variante, indicata con tratto nero nella carta Tabacco, ti permette di constatare ancora gli effetti della tempesta Vaia, con i diversi schianti ancora a terra ed alcuni abeti colpiti dal bostrico.

Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr

Da Pian dei Palùi la pendenza si attenua e sei vicino a Malga Prampèr. Qui trovi una fontana, a lato, lungo la strada sterrata.

Escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét e Malga Prampèr

Poco dopo trovi il bivio per Forcella Moschesìn e il sentiero 540: puoi utilizzarlo come strada alternativa per il ritorno (trovi una recensione nella scheda tecnica).

A Malga Prampèr ho acquistato un ottimo formaggio fresco e la ricotta di loro produzione. In malga trovi una seconda fontana, visibile nella foto qui sotto. La malga offre servizio di agriturismo e puoi arrivarci anche con il servizio navetta (recensione e prezzi della navetta nella scheda tecnica).

Da qui in poi l’orientamento della valle cambia leggermente: mentre nella parte bassa puoi osservare il Pelmo, da qui in poi vedrai sullo sfondo il gruppo del Sorapìss e l’Antelao, che nella foto qui sopra è sulla sinistra, sopra il furgoncino, coperto dalle nuvole. Un punto di vista per me inusuale, e piuttosto lontano, per montagne molto familiari che riconosco a qualsiasi distanza! Verso il Rifugio il sentiero è sassoso ed attraversa boschi di pini mughi. Verso quota 1.700 metri entri in un bosco di larici molto ombreggiato.

Durante la salita puoi ammirare il Castello di Moschesìn, qui sulla destra, e la Forcella Moschesìn, sulla sinistra. È visibile al centro il sentiero 540 che taglia il ghiaione e i boschi di pino mugo.

L’arrivo al Rifugio Sommariva al Pramperét è preceduto da un bellissimo altopiano erboso, dove c’è spazio abbondante per pic-nic anche di gruppi numerosi.

Dal Rifugio puoi godere la vista di cima Talvena e delle Cime de Zita, che quel giorno si nascondevano timidamente dietro una velatura di nuvole.

La Cima Talvena si nasconde. Torneremo quindi un’altra volta.

L’ escursione al Rifugio Sommavilla al Pramperét si conclude qui. È un itinerario che ti consente di camminare a piacimento e di testare il tuo allenamento: puoi fermarti a Malga Prampèr o proseguire fino al Rifugio. Se hai ancora energie al ritorno puoi allungare per Forcella Moschesìn e rientrare per il sentierio 540. Se hai accompagnatori che non possono camminare, puoi farli portare dalla navetta a Malga Prampèr e fare il rientro a piedi. Tutto il percorso fino a Malga Prampèr è piuttosto ombreggiato e quindi indicato anche per camminare in giornate molto calde. Infine, mi ha colpito la prospettiva della Val Balanzòla: ha un orientamento nord-sud che ti permette di osservare il Monte Pelmo, nella prima parte, e il gruppo del Sorapìss e l’Antelao, nella seconda parte. Al ritorno, poi, quando il sole infiammava le pareti del Marcora, un brivido mi ha percorso: le mie montagne, così lontane, ma così familiari. Non vedo l’ora di tornare ad esplorare questa parte delle Dolomiti Bellunesi.

Scheda tecnica dell’escursione

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Da Valmorel per giro delle Malghe al Pian de le Femene e Casere Frascon https://www.vacanzedolomiti.com/2021/07/16/da-valmorel-per-giro-delle-malghe-al-pian-de-le-femene-e-casere-frascon/ https://www.vacanzedolomiti.com/2021/07/16/da-valmorel-per-giro-delle-malghe-al-pian-de-le-femene-e-casere-frascon/?noamp=mobile#respond Fri, 16 Jul 2021 16:18:58 +0000 https://www.vacanzedolomiti.com/?p=2063 Valmorel è graziosissima frazione di Limana, su un altopiano erboso molto bello con vista sulle Dolomiti Bellunesi. Era meta delle passeggiate di Dino Buzzati, ed è questo un ulteriore motivo per cui ho inserito questa facile escursione nella sezione Dolomiti Bellunesi, anche se in realtà è sulle Prealpi. In questa Leggi tutto

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Valmorel è graziosissima frazione di Limana, su un altopiano erboso molto bello con vista sulle Dolomiti Bellunesi. Era meta delle passeggiate di Dino Buzzati, ed è questo un ulteriore motivo per cui ho inserito questa facile escursione nella sezione Dolomiti Bellunesi, anche se in realtà è sulle Prealpi.

Scopri tutte le sculture in legno lungo il percorso.

In questa recensione ho verificato per te i seguenti punti:

  • è molto adatta a famiglie con bambini e passeggini;
  • il numero di telefono della nuova gestione di Malga Montegàl (lo trovi nell’area registrata, registrandoti in fondo alla pagina);
  • la presenza di numerose aree pic-nic attrezzate.
Ecco il panorama verso nord: in fondo le Dolomiti Bellunesi.

Ho scoperto solo di recente queste terre alte della Val Belluna: bellissimi altopiani, pieni di radure inframezzate da brevi tratti di bosco e con molte aziende agricole. Il panorama è molto ampio e rilassante.

Una delle aree pic-nic tra Valmorel e Malga Montegàl

È un’escursione consigliata alle famiglie con bambini anche piccoli, perché la prima parte, indicata sul posto come Giro delle Malghe, è praticabile con passeggini (intendo quelli a ruote grandi, non quelli a ruote piccole di una volta).

Tutta la prima parte del percorso è su strada boschiva, sterrata e asfaltata.

Tutta l’escursione è un giro a doppio anello: si percorre una strada nel bosco, in gran parte ombreggiata e si può pranzare nelle numerose aree pic-nic oppure presso le Malghe e i Rifugi.

Malga Montegàl: dal 2021 c’è una nuova gestione (trovi il telefono nella scheda tecnica)

L’area pic-nic, e la Malga Montegàl, si possono raggiungere anche in auto. Consiglio però di proseguire verso la meta finale, il Pian de le Femene. È raggiungibile anche in auto da Revine Lago, ma qui ti racconto solo del percorso da Valmorel.

Dopo questa parte introduttiva, torniamo a te che hai appena parcheggiato l’auto in piazza a Valmorel o nei dintorni: appena dopo la chiesetta dedicata a Sant’Antonio, prendi a sinistra in direzione di Malga Pianezze.

Al bivio successivo prendi ancora a sinistra per Malga Pianezze (m. 1.016). Da qui prosegui per Malga Van, dove ci sono allevamenti di capre. Se è aperta, la Malga offre un punto ristoro e spaccio formaggi di capra.

Volpe o scoiattolo?

Tutto il percorso è costellato di sculture in legno che rappresentano i vecchi mestieri e questo è un ulteriore motivo di interesse per i bambini. Ma soprattutto sarà possibile vedere gli animali, nel periodo di apertura delle malghe: capre, asini, mucche di diverse razze (yak? non sono così esperto).

I sentieri sono ottimamente indicati da nuove tabelle con tempi di percorrenza, quote e numerazione dei sentieri.

Prosegui poi per Malga Canal dei Gatt e qui, dopo una breve discesa arrivi a Malga Montegàl.

Il secondo anello, consigliabile a tutti, prevede di oltrepassare Malga Montegal e attraversare la radura e salire poi in direzione del Pian de le Femene.

Foto panoramica sul crinale, in prossimità di Casere Frascòn, con una piccola “pósa”. Sulla sinistra, puoi raggiungere Pian Delle Fémene. Sulla destra procedi in direzione del Col Visentin.

Siamo sul crinale delle Prealpi con vista su Vittorio Veneto e la pianura trevigiana. Sali un piccolo sentiero e prosegui verso Casere Frascòn.

Ecco la vista verso sud, la pianura trevigiana.

Arrivati al crinale, dove c’è una posa (piccolissimo laghetto) prosegui verso est e sali lungo il sentiero di 50 metri per arrivare al pianoro erboso di Casere Frascòn.

Il pianoro di Casere Frascòn.

Come forse sai, si tratta di proprietà private e in ogni a caso per motivi di sicurezza è vietato utilizzare qualsiasi struttura.

La posa appena sotto Casere Frascòn, inquadrata in direzione del Pian de le Fémene, che si raggiunge lungo il sentiero che taglia il pendio erboso da basso-sinistra ad alto-destra.

Da qui rientri a Malga Montegàl per il Troi dei Cavài e, da qui, scendi direttamente per strada asfaltata fino a Valmorel, senza rifare il giro delle Malghe.

Prova questa escursione anche tu e lasciami il tuo commento. Nella scheda tecnica troverai altre informazioni utili.

Scheda tecnica dell’escursione

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Dai Piani Eterni a Malga Cimonega https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/06/dai-piani-eterni-a-malga-cimonega/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/06/dai-piani-eterni-a-malga-cimonega/?noamp=mobile#respond Mon, 06 Jul 2020 10:30:12 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1174 Il sentiero 851 da Forcella dell’Omo a Casera Cimonega è solo per escursionisti esperti perché percorre cenge erbose molto esposte anche se tecnicamente non particolarmente impegnative. Ho descritto il primo tratto, dai Piani Eterni a Forcella dell’Omo in un articolo a parte, perché è un sentiero adatto a tutti e Leggi tutto

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Il sentiero 851 da Forcella dell’Omo a Casera Cimonega è solo per escursionisti esperti perché percorre cenge erbose molto esposte anche se tecnicamente non particolarmente impegnative.

Ho descritto il primo tratto, dai Piani Eterni a Forcella dell’Omo in un articolo a parte, perché è un sentiero adatto a tutti e permette di arrivare ad un punto panoramico con vista sulle Pale di San Martino e sul Gruppo del Cimonega.

Qui descrivo solo il tratto da Forcella dell’Omo a rientrare in Val Canzoi, passando per Casera Cimonega, che fa parte dell’Alta Via delle Dolomiti Bellunesi.

Il lago della Stua in Val Canzoi: la cima al centro è il Cimon del Piz.

Sei inizialmente sul versante orografico sinistro della Val Canzoi e con questo sentiero ti porti sul versante orografico destro, aggirando sulla sinistra il Cimon del Piz e costeggiandolo alla base. Questa parte è tutta esposta verso la Val Slavinàz, le cui acque vanno a gettarsi poi nel torrente Caorame.

Cimon del Piz (a destra), visto dalla Forcella dell’Omo e, sulla sinistra, il Sass de Mur, con la cima rannuvolata.

Il sentiero inizialmente perde quota per passare sotto alle prime rocce della Punta del Comedon o Cimon del Piz.

Da qui tiene grosso modo la stessa quota anche se ci sono dei brevi tratti dove il sentiero sale o scende leggermente per superare dei passaggi impervi.

La base del Cimon del Piz mostra strati rocciosi piuttosto contorti.

Ne segnalo uno in particolare che, attrezzato con una corda ferrata, permette di portarsi ad una cengia di livello superiore.

I tratti successivi sono su cengie ancora più strette.

Ahimè: sale la foschia dalla Val Slavinàz: nuvole veloci e per fortuna senza pioggia

Ad un certo punto ti trovi praticamente sulla verticale del lago della Stua: da qui cominci a sentire il fragore del torrente Caorame che scende dal Piz de Sagron, e che diventerà sempre più forte mano a mano che avanzi.

Ecco la cengia erbosa che ho appena percorso: riesci a vedere dove passa il sentiero?

Ancora in questo tratto ci sono tuttavia diversi tratti su cenge esposte, fino a che, intorno a quota 1800 il sentiero non presenta più strampiombi.
Il sentiero fin qui è ben segnalato: nonostante nell’ultimo tratto fossi avvolto dalla foschia non ho mai avuto dubbi su dove fosse la traccia.
Nell’ultimo tratto invece c’è erba alta e i pali in legno segnavia non sono sempre evidenti.

Casera Cimonega.

Finalmente arrivi a Casera Cimonega. Il percorso da Forcella dell’Omo a Casera Cimonega circa 1 ora e mezza. Da Malga Erera a Casera Cimonega 2 ore e 15. Da Casera Cimonega in 2 ore e 30 puoi rientrare in Val Canzoi al Lago della Stua.

Torrente Caorame in uno degli attraversamenti del sentiero 851: non c’è anima viva, facciamo il bagno?

Il percorso completo ad anello (che comprende i tratti da Val Canzoi ai Piani Eterni e dai Piani Eterni a Forcella dell’Omo) ti occuperà circa 8 ore incluse brevi pause.

Scheda tecnica dell’escursione

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Dai Piani Eterni alla Forcella dell’Omo https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/06/dai-piani-eterni-alla-forcella-dellomo/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/06/dai-piani-eterni-alla-forcella-dellomo/?noamp=mobile#respond Mon, 06 Jul 2020 09:15:14 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1153 Una volta arrivati ai Piani Eterni c’è tutto un mondo da esplorare e sarebbe un peccato rientrare senza aver visto qualcosa in più. Questa breve escursione ti porta in un punto panoramico di fronte alle Pale di San Martino e ti consente di vedere da vicino una delle cime del Leggi tutto

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Una volta arrivati ai Piani Eterni c’è tutto un mondo da esplorare e sarebbe un peccato rientrare senza aver visto qualcosa in più.

Questa breve escursione ti porta in un punto panoramico di fronte alle Pale di San Martino e ti consente di vedere da vicino una delle cime del gruppo del Cimonega: la Punta del Comedòn o Cimon del Piz.

Fosso di Brandòl

Una volta lasciata Malga Erera, prendi il sentiero 851 per Forcella dell’Omo, che prima punta il ruscelletto chiamato Fosso di Brandòl, lo attraversa e poi resta sulla riva orografica destra.

Da qui il sentiero sale in mezzo ai pascoli di questo bellissimo altopiano: terrai sempre sulla destra la Punta delle Pale Rosse, una cima fatta di rocce rossastre, molto evidente.

Punta delle Pale Rosse

Il sentiero prosegue sull’erba con discreta pendenza, senza punti esposti, e ti porta in una valletta erbosa, silenziosa, solitaria, che attraverserai con un bel tratto pianeggiante prima dell’ ultima salita.

L’ultimo tratto prima della Forcella dell’Omo attraversa un’altra conca erbosa, piena di rododendri. Mancando pietre affioranti, il sentiero è segnalato da pali di legno, che, per la verità, hanno la vernice bianca e rossa scrostata e andrebbero ripristinati.

In piena luce la visibilità del sentiero è ottima, ma forse andrebbero ridipinti soprattutto per una maggiore visibilità durante le giornate nebbiose o al crepuscolo.

Panorama dei Piani Eterni dal sentiero 851

Nella conca in alto prima della forcella si possono osservare diversi inghiottitoi e sulla destra, vicino ad un’altra forcella, anche una grotta che sembra un provvidenziale potenziale rifugio in caso di violenti acquazzoni o maltempo.

Fino a qui il sentiero è facile, senza punti esposti, adatto a tutti.
Una volta arrivato sul crinale avrai davanti a te il panorama delle Pale di San Martino (che non ho fotografato perchè rannuvolate); sotto di te il Passo Cereda e sulla destra e il paese di Gosaldo. In questo punto il cellulare ha campo e puoi anche telefonare.
Alle tue spalle invece la bellissima conca erbosa, detta i Laghetti, dove potrai notare diversi inghiottitoi.

Da qui puoi ritornare a Malga Erera in una trentina di minuti oppure proseguire verso Casera Cimonega e il Rifugio Boz, ma solo se sei un escursionista esperto.

Scheda tecnica dell’escursione

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Ho scritto i testi, scattato e selezionato le fotografie, verificato toponimi, quote, itinerari e dislivelli per farti apprezzare le Dolomiti evitando il rischio di affrontare un itinerario senza conoscerlo a fondo. Inoltre ti ho evitato la fatica di cercare e verificare le informazioni ed ho riassunto in una scheda tecnica le informazioni essenziali per selezionare, tra tante, l’escursione adatta a te: dove arrivare con l’auto, punto di partenza e arrivo, dislivello, tempi, difficoltà, numeri dei sentieri, percorribilità, cartografia, traccia GPS altre recensioni selezionate in rete tra quelle con maggiore visibilità. Il tuo contributo per visionare le schede tecniche è registrarti: è gratuito e ti costa solo condividere la tua email. Riceverai il link per consultare le schede tecniche sempre e solo nella tua casella email.

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Dalla Val Canzoi ai Piani Eterni, Dolomiti bellunesi https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/03/dalla-val-canzoi-ai-piani-eterni-dolomiti-bellunesi/ https://www.vacanzedolomiti.com/2020/07/03/dalla-val-canzoi-ai-piani-eterni-dolomiti-bellunesi/?noamp=mobile#respond Fri, 03 Jul 2020 07:40:08 +0000 1000]]> https://www.vacanzedolomiti.com/?p=1108 Con questa escursione raggiungerai Malga Erera ai Piani Eterni, un altopiano erboso a 1.600 metri di quota, bellissimo. L’altro versante dell’altopiano è un piano inclinato carsico coperto da bassa vegetazione. L’insieme dei due ambienti, che si incontrano nel mezzo, e le cime circostanti, creano un piccolo angolo di paradiso. Da Leggi tutto

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Con questa escursione raggiungerai Malga Erera ai Piani Eterni, un altopiano erboso a 1.600 metri di quota, bellissimo. L’altro versante dell’altopiano è un piano inclinato carsico coperto da bassa vegetazione. L’insieme dei due ambienti, che si incontrano nel mezzo, e le cime circostanti, creano un piccolo angolo di paradiso. Da guadagnarsi però superando mille metri di dislivello. Scopri come.

Lascia l’auto nei pressi dell’Albergo Alpino Boz e prendi la strada che sale al lago della Stua.

Da qui prendi poi la stradina che costeggia la riva del lago (sentiero 806 in direzione di Malga Erera, Piani Eterni).

Superato il lago ed attraversato il ponte sul torrente Caorame continua fino al bivio dove prenderai a destra il sentiero 802 per Malga Erera.

Pesci che si riscaldano al sole di luglio nel lago della Stua.

Il sentiero 802 è una strada da fuoristrada con pendenza elevata e quasi costante, con cui si copre la gran parte del dislivello di 1.000 metri. Il resto del dislivello lo si copre con il sentiero detto “Porzìl” che sale nel bosco.

Il percorso è perlopiù ombreggiato e quindi fresco anche nelle giornate più calde.
È una esperienza di silenzio e rumori del bosco: fragore di acque del torrente Caorame, cinguettii di uccellini, avvistamento di scoiattoli.

Intorno a quota 900 schianti di alberi causati dalla tempesta Vaia hanno aperto varchi di paesaggio che aprono piacevoli panorami su questa valle dall’aspetto piuttosto selvaggio. Si vedono ora le cime circostanti che da bambino, quando salivo ai Piani eterni con mio padre, non potevo vedere perché il bosco era fittissimo.

Dopo un’ora e mezza di cammino, intorno a quota 1.100, i tratti più ripidi sono in agguato, con una serie di rampe e tornanti che non mollano un istante.

Questo è il punto più duro, anche se in ombra e al riparo dalla calura.
C’è di buono che la tendenza è costante, i tratti più ripidi sono stati cementati e quindi in caso di pioggia il sentiero tiene.

Ed ecco dopo un tornante, a quota 1417, lungo un tratto rettilineo sulla sinistra il segnavie per il sentiero cosiddetto “Porzìl”, indicazioni: 802, Malga Erera, Forcella Pelse, California.
Solo il primo tratto del Porzìl ha degli scalini rocciosi e mantiene la stessa pendenza del tratto precedente.

Mentre ti avvicini al valico che apre il panorama dei piani eterni uno spicchio di cielo sempre più grande si apre davanti a te e vedi emergere dal fondo una cima: è la Punta delle Pale Rosse (m. 2.009) che con le sue rocce rossastre dà ai Piani Eterni un aspetto simile ai panorami dell’Arizona, se non fosse per il verde brillante dei pascoli.

Eccoci ai Piani Eterni: rumore festoso di campanacci di mucche e cavalli al pascolo. Il tempo dalla partenza è di due ore e mezza, se sei ben allenato.
Un grandissimo pianoro erboso leggermente inclinato nterseca l’opposto piano inclinato carsico coperto di bassi arbusti e pino mugo.

L’ultima casera in fondo al pianoro è Malga Erera, dove si può pranzare all’aperto con polenta e schìz e altre leccornie.
Rientro:

Foto panoramica dei Piani Eterni, un altopiano erboso a 1.600 metri di quota, bellissimo.

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