Il Monte Pelmo si può
approcciare tipicamente da Zoldo o dal
Cadore. Qui suggeriamo di raggiungere in auto Villanova (frazione di
Borca di Cadore) e lasciare l'auto al parcheggio di Tiéra (quota
1.200 m).
Prendere il sentiero 468, in direzione di Ponte intra les aghes e Val
de Foràda (curioso il toponimo "intra les aghes": la "s" del
plurale è tipica della lingua ladina e discende direttamente
dall'antico latino popolare).
Si raggiunge poi Forcella Foràda a quota m. 1.977, in circa 1
ora e tre quarti.
Da qui si prende poi il sentiero 480, che sale alla Forcella della Val
d'Arcia.
Il primo tratto di questo sentiero attraversa il ghiaione della Val
d'Arcia, salendo sul versante destro della valle.
Per la verità, il Foglio 025 1:25.000 "Dolomiti di Zoldo e del
Cadore" indica che il sentiero sale sul lato sinistro della valle.
La scelta si rivela poi felice, dal momento che il tratto finale del
sentiero del versante sinistro (guardando verso "monte") appare
decisamente più ripido.
Bellissimo! Fin qui il panorama ha regalato una visuale privilegiata sul Sella, sulla Civetta, la Marmolada, le Tofane, i Lastoi de Formìn.
Proseguiamo! Il sentiero scende
rapidamente lungo il ghiaione del
canalone e poi si innesta su una cengia che si snoda restando in quota,
in direzione del Rifugio Venezia.
Questo tratto ha dei punti esposti, attrezzati con corde d'acciaio.
L'ultimo tratto scorre sul ghiaione
facendo perdere rapidamente
quota ed approdare tra i baranci che circondano il Rifugio Venezia (m.
1.946), dove si arriva poco più di un'ora dopo la partenza dalla
Forcella della Val d'Arcia.
Il percorso è molto interessante
e permette di dare uno
sguardo a gran parte delle Dolomiti in un colpo solo. Anche l'ambiente
dolomitico stesso è osservabile in presa diretta. La Val d'Arcia
racchiude un nevaio con morena di ghiacciaio fino ai rossi colori delle
rocce della Forca della Croda Rossa.
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