Monte Antelao, ascesa lungo la via normale
- Partenza:dal Rifugio
Scottèr (m.1.580)
- Dislivello: 1.683 metri.
- Tempi: 4-5 ore per la
salita e circa 4 ore per la discesa.
- Difficoltà:
è naturalmente una ascesa per esperti
escursionisti, con un ottimo allenamento ed equipaggiamento. E'
necessario essere accompagnati da una guida alpina: l'Antelao è
una montagna tremendamente affascinante, ma insidiosa, anche a causa di
possibili repentini cambi metereologici. Per questo, solitamente si
sale molto presto in modo da arrivare sulla cima intorno alle 10 del
mattino.
- Note: questa scheda
descrive una ascesa svoltasi il 19 Agosto del
2005.
- Aggiornato: Agosto 2005
Percorso
Dal Rifugio Scottèr alla Forcella Piccola
La partenza (ore 5.30) è dal rifugio Scottèr, che si
raggiunge a piedi da San Vito o con la seggiovia che poco a monte di
San Vito di Cadore. Nel periodo invernale è la zona del
comprensorio sciistico, nel periodo estivo la seggiovia collega il
fondovalle con i sentieri del versante sud del gruppo del
Sorapìss.
Se si sale presto, come richiesto dal tipo di escursione, è
possibile percorrere la rotabile in auto fino a poco oltre il rifugio.
Nel periodo di funzionamento della seggiovia infatti la rotabile
è sbarrata.
Dalla Forcella Piccola alla "Bala"
Lasciato il rifugio Scottèr, si sale su per il ghiaione in
direzione della Forcella Piccola (m ) dove si gode una splendida alba.
Poco oltre la forcella si trova il Rifugio Galassi, utile a ristorare
gli alpinisti al ritorno.
Un altro ghiaione attraversa il sentiero, che dalla Forcella Piccola
porta all'attacco della "Bala". Qui si tocca con mano (anzi con le due
mani) il corpo roccioso dell'Antelao, fatto di stratificazioni rocciose
inclinate ben visibili nella foto.
Il sentiero sale a zig zag saltando di cengia in cengia, "scalando" ad
uno ad uno, come enormi gradini, gli strati rocciosi. Tutto questo
tratto è esposto e quindi occorre molta attenzione e prudenza.
Dalla "Bala" al Bivacco Cosi
Si arriva così a quota 2.600 m. circa, finalmente sulla
"schiena" dell'Antelao, caratterizzata da immensi lastroni che
costituiscono lo strato roccioso superficiale.
Da questo punto gli escursionisti sono visibili dal fondo valle (con un
binocolo e in condizioni fortunate di visibilità anche ad occhio
nudo), dal momento che percorrono fino alla cima il lungo piano
inclinato che rende l'Antelao inconfondibile.
Da questo punto, il panorama è continuo e mozzafiato su tutte le
Dolomiti circostanti e sul Cadore.
Il primo tratto assomiglia alla salita di un ghiaione, fino al
passaggio "dei Becét" (quota m. 2.750).
Questo passaggio è un camino (da scendere e risalire in
arrampicata) che corrisponde ad una grossa frattura nella
continuità degli strati.
Dopo questo punto il sentiero attraversa enormi lastroni di pietra ,
levigati e scavati in modo fantasioso da ghiaccio e acqua e porta fino
a quota 3.111 metri, in corrispondenza del bivacco Cosi.
Dal Bivacco Cosi alla cima dell'Antelao
Da questo punto in poi la traccia di sentiero, in diversi punti
esposta, attraversa rocce frastagliate da superare in arrampicata, fino
al balzo finale.
I passaggi finali prima della cima, (esposti su strapiombi di oltre
1.000 metri!) sono una cengietta molto esposta, un masso da superare
cui ci si può assicurare al tratto di corda fissa, dei gradoni
costituiti da rocce liscie.
Questo tratto viene trovato coperto da lastre di ghiaccio (causa
grandinata nei giorni precedenti) e quindi notevolmente insidioso,
visto il pericolo di scivolare poi nel vuoto.
L'Antelao è purtroppo noto per incidenti anche mortali occorsi
ad alpinisti alcuni piuttosto imprudenti, altri ritenuti espertissimi.
Superiamo questo tratto assicurandoci con delle corde, grazie all'aiuto
della Guida Alpina di Pieve di Cadore Maurizio Bergamo.
Siamo quasi in cima: ci manca una traversata in cresta fino alla vera
cima, dove il gruppo arriva intorno alle 10 del mattino.
Superba cima, incredibile vista aerea dalla seconda cima delle
Dolomiti, inferiore solo alla Marmolada. A questo punto le parole
cedono il passo alle immagini.
Ripensando alla salita, non si può non considerarlo più
un risultato di squadra che la riuscita di ogni singolo; e
ciò aggiunge soddisfazione a soddisfazione.
La discesa
La discesa non è meno impegnativa, sia per la necessità
di superare nuovamente in sicurezza il tratto ghiacciato ed esposto,
sia per la concreta possibilità di un temporale pomeridiano (che
poi fortunatamente percorrerà la valle longitudinalmente,
lasciando asciutto il versante dell'Antelao).
Obiettivo è raggiungere la forcella Piccola ento le 14 per
evitare di trovarsi sui lastroni o sulla Bala sotto la pioggia. La
forcella viene raggiunta alle 14.30, dopo aver sceso a grandi balzi il
tenero ghiaione che la sovrasta.
La discesa si conclude nuovamente al rifugio Scottèr alle 15.30,
questa volta sotto l'acquazzone!
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